Libri di Cur Biferali
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Giovanni Bellini. Il Compianto dai Musei Vaticani. Quattro artisti contemporanei in dialogo con un capolavoro. Catalogo della mostra (Milano, 20 febbraio-11 maggio 2024) Biferali F. (Cur.) Frangi G. (Cur.) Righi N. (Cur.) - Dario Cimorelli Editore, 2024
Il volume è dedicato al Compianto sul Cristo morto, celebre pietà di Giovanni Bellini (Venezia 1435 circa - 1516) - tra i maggiori artisti del suo tempo e grande protagonista del Rinascimento - attualmente parte della collezione dei Musei Vaticani. L'opera costituiva in origine la parte alta (cimasa) della celebre pala che il Bellini dipinse a Pesaro per l'altare maggiore della chiesa di San Francesco fra il 1473 e il 1476. La pala, oggi nel Museo di Pesaro, raffigurava l'Incoronazione della Vergine inquadrata in una complessa serie di dipinti. Il Compianto vede raggrupparsi intorno al corpo di Cristo morto le figure di Maria Maddalena, Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea. La solenne composizione (che suggerisce un punto di vista da sotto in su) si distingue per l'intonazione assorta e dolente della rappresentazione e per l'intimo rapporto emozionale che lega i protagonisti. La pubblicazione presenta, inoltre, gli interventi di quattro artisti contemporanei - LETIA Letizia Cariello, Emma Ciceri, Francesco De Grandi e Andrea Mastrovito - che sono entrati in rapporto con il capolavoro di Giovanni Bellini costruendo un vero e proprio dialogo con l'opera.
Roma degli scrittori. Calvino, Gadda, Landolfi, Levi, Malerba, Manganelli, Moravia, Pasolini Biferali G. (Cur.) - Artemide, 2015 - Proteo
Calvino, Gadda, Landolfi, Levi, Malerba, Manganelli, Moravia, Pasolini. Di questi, solo Moravia è romano: "Non mi sono mai mosso da Roma, ma dentro Roma sì che mi sono mosso" (dice uno dei tanti personaggi dei Racconti romani). Gli altri hanno voluto che Roma ospitasse le loro esistenze, e che le loro esistenze ospitassero Roma. Calvino viene a viverci stabilmente solo nel 1980 (un anno dopo l'uscita di Se una notte d'inverno un viaggiatore), Gadda vi si trasferisce nel 1925, Landolfi si aggira per Roma fin dai primi decenni del Novecento (nel 1913-14 frequenta la prima elementare), Levi arriva nel 1945 (quando viene chiamato a dirigere "Italia libera"), Malerba "migra" nel 1950 (dopo aver fondato la rivista "Sequenze"), Manganelli fugge a Roma nel 1953 (lasciandosi alle spalle qualche storia d'amore), Pasolini - nel 1950 - vede nella città eterna un'occasione ideale per liberarsi del suo passato. "Solo la lettura ama l'opera - scriveva Barthes - e mantiene con essa un rapporto di desiderio". Tenendo sempre a mente queste parole, è stato possibile dialogare con questi scrittori, vederli passeggiare per le strade di Roma, incontrarli per caso in un caffè del centro, osservarli mentre allungano il passo per tornare a casa perché hanno lasciato un libro in sospeso. Postfazione di Filippo La Porta.