Libri di Roberto Bigini
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Martin Heidegger. Una guida al velamento Bigini Roberto - Aracne, 2011 -
"Qui non si parla heideggeriano", ammoniva Heidegger già nel secondo dopoguerra, in occasione dei suoi famosi e seguitissimi seminari. Il filosofo era ben consapevole, battendo sentieri linguistici del tutto inediti, che la lunga ricezione del suo pensiero avrebbe incontrato nel mero mimetismo linguistico il suo primo, e a ben vedere, unico e autentico nemico. Timore rivelatosi ben presto più che fondato. Se è pur vero, infatti, che un tale mimetismo resta necessario, è altrettanto vero che se non emerge una chiara, altra, indicazione di progetto, l'approccio mimetico è destinato a implodere, sbarrando in un solo colpo l'accesso al pensiero dell'interrogato come al respiro e alla novità del volta a volta interrogante. Del pericolo sembra consapevole anche l'autore di questa guida. Forse addirittura troppo, nel suo retrocedere metodico, puntuale, di fronte alla parola del pensatore tedesco. D'altra parte per un confronto reciproco con Heidegger è necessario che Heidegger sia lasciato parlare. L'autore diviene così il genuino destinatario di un ascolto, e il frutto dell'ascolto una vera e propria indicazione di pensiero. O una guida, se si preferisce, al velamento...
E.T.A. Hoffmann. Divorare e essere divorati. Conversazioni filosofiche su una scrittura Bigini Roberto - Agorà & Co. (Lugano), 2014 - Lo Specchio Di Dioniso
Ripercorrendone il cammino letterario dal suo esordio, con i Pezzi fantastici, sino a quelli Notturni - all'incirca tra il 1813 e il 1816 - l'Autore in un'originale, teatrale, forma dialogica porta per la prima volta alla luce, nei modi ancor sempre puntuali e sistematici del saggio, la filosofia nascosta nella prosa di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann. I racconti lasciano emergere con grande chiarezza - soccorsi dai grandi della filosofia tedesca, contemporanea a Hoffmann e non solo - come all'origine della follia e del male si trovi inaspettatamente il fondamento idealistico, e dunque, in anticipo su ogni psicologia e psicanalisi, proprio la grande madre della filosofia. Di più, dalla follia e dal male, la prospettiva qui aperta si spinge a individuare proprio nell'idea - grazie all'interpretazione finale del famoso Sandmann, L'uomo della sabbia - il "mandante" naturale e originario di ogni automatizzazione dell'esistente e dunque, in definitiva, nella "tecnica", la più compiuta realizzazione del pensiero e del mondo "idealistico". Cioè della stessa filosofia.
Filosofia del diavolo. Una breve storia dell'Essere Bigini Roberto - Agorà & Co. (Lugano), 2018
La comprensione della necessità di un ritorno al vincolo del mistero che, in fondo, è riconsiderazione della configurazione della ragione in forma di risposta a un appello - e per questo incapace di un'autentica sovranità - costituisce il filo conduttore di tutto il testo. La minuziosa disamina degli snodi fondamentali del testo narrativo di Hoffmann fa tutt'uno con la successiva parte che costituisce il volume, e nella quale il venire alla luce della falsa autonomia moderna trova la sua fondazione filosofica attraverso un interessante, e lucido, rimando tra le posizioni di Heidegger, Girard e Maritain. Si potrebbe quasi giungere ad affermare che Bigini utilizza la continua triangolazione di questi tre autori come una chiave interpretativa basilare capace di mostrare non solo la verità del testo hoffmaniano in contrapposizione ad alcune precedenti interpretazioni, ma anche il suo dispiegarsi nella forma di una critica che è possibile comprendere solo attraverso la comparazione tra le due possibili dinamiche esistenziali - una fondativa e l'altra degenerativa - della trascendenza e dell'autonoma immanenza.