Libri di Cur Bisceglia Cur Ceriana Cur Procaccioli
Bibliografia di Cur Bisceglia Cur Ceriana Cur Procaccioli: tutti i libri in vendita online
Su Unilibro trovi i libri di Cur Bisceglia Cur Ceriana Cur Procaccioli in vendita online: scopri la bibliografia dell'autore, le ultime uscite e le offerte disponibili.
Consulta la cronologia dei libri di Cur Bisceglia Cur Ceriana Cur Procaccioli, scegli il titolo che ti interessa, aggiungilo al carrello e completa l'acquisto in pochi clic.
«Inchiostro per colore». Arte e artisti in Pietro Aretino Bisceglia A. (Cur.) Ceriana M. (Cur.) Procaccioli P. (Cur.) - Salerno, 2019 - Ediz. Naz. Delle Opere Di P. Aretino
Il volume, allestito in coedizione con le Gallerie degli Uffizi in occasione della mostra "Pietro Aretino e l'arte nel Rinascimento" (Firenze, Gallerie degli Uffizi, Aula Magliabechiana, 27 novembre 2019-1° marzo 2020), raccoglie studi che si propongono di recuperare, contestualizzare e penetrare criticamente la parola di argomento artistico dello scrittore. Naturalmente a partire da quella consegnata ai sei libri delle Lettere, che tanto spazio hanno concesso agli artisti e ai dibattiti in materia di arte. Una parola notoriamente sonora e di grande efficacia, in grado di attivare dialoghi ininterrotti sia con i protagonisti della pittura e della scultura del pieno Rinascimento (da Michelangelo a Tiziano, a Sansovino, da Sebastiano del Piombo a Giulio Romano, da Tintoretto a Vasari ...) sia con i loro prestigiosi committenti (i papi Medici e Farnese, Francesco I, Carlo V e Filippo II, il doge Gritti, i duchi di Firenze e di Urbino, il marchese di Mantova). I dialoghi che ne risultano e che sono qui ripercorsi danno vita a una cronaca affidabile dei fatti d'arte del secolo prima che le opere e gli autori diventassero oggetto delle sistemazioni storiche e critiche di Vasari. Riflettere su una parola come quella di Aretino, interessata e di parte come poche altre ma mai scontata e tanto meno banale, vuol dire non solo seguire da vicino nel loro svolgimento i grandi dibattiti artistici del Cinquecento, ma poterlo fare da un punto di vista privilegiato, celebrato da subito per acutezza e perentorietà e confermato nella sua autorevolezza dalla fiducia garantita allo scrittore da artisti di primissimo piano. I saggi ricostruiscono rapporti, verificano affermazioni, discutono categorie estetiche e di poetica, recuperano un lessico critico rimasto in piú di un caso definitivo e destinato sempre a grande fortuna. Di fatto disegnano il profilo di un protagonista della civiltà italiana della prima modernità che per questo specifico aspetto della sua attività non ha subito la damnatio nominis et memoriae che ha colpito invece lo scrittore e l'uomo pubblico: cioè quell'altro Aretino che per secoli ha visto negata la sua grandezza e che è stato indicato all'opinione pubblica di tutta Europa, fino a tempi non lontani, come l'incarnazione del negativo del suo e di ogni tempo.
«Pietro Pictore Arretino». Una parola complice per l'arte del Rinascimento. Ediz. illustrata Bisceglia A. (Cur.) Ceriana M. (Cur.) Procaccioli P. (Cur.) - Marsilio, 2020
«Prosegue, con questo volume, la tradizione di studi e ricerca dedicata alla cultura umanistica, che sin dalla sua costituzione nel 1954 è nel novero delle attività primarie del nostro Istituto di Storia dell'Arte. Vi trova posto, con viva soddisfazione, la pubblicazione degli atti del convegno internazionale di studi "Pietro pictore Arretino". Una parola complice per l'arte del Rinascimento, svoltosi nell'autunno del 2018 presso la Fondazione Giorgio Cini e promosso in collaborazione con l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'Università degli Studi Roma Tre, l'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, KNIR - Koninklijk Nederlands Instituut te Rome e il Comitato per l'Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino. In previsione della mostra fiorentina dedicata a Pietro Aretino e l'arte del Rinascimento presso le Gallerie degli Uffizi - la prima in assoluto intitolata al poliedrico letterato toscano - si è voluto dare avvio a una riflessione sulla competenza artistica dello scrittore, sui suoi rapporti con gli artisti, sull'incidenza della sua parola nella messa a punto del lessico artistico rinascimentale. sembrato importante che tale riflessione trovasse luogo a Venezia, città alla quale Pietro è stato profondamente legato e dove - grazie alla sua funzione di mediatore con i protagonisti della vita religiosa, culturale e politica, quali cardinali, diplomatici e letterati - ebbe modo di offrire il proprio singolare contributo alla renovatio grittiana. Ripercorrendo i temi affrontati in occasione delle giornate veneziane, gli interventi sono qui raccolti con taglio interdisciplinare, in quattro sezioni dedicate rispettivamente agli anni della formazione tra Perugia e Roma; al periodo del `triumvirato' veneziano, con gli amici Tiziano e Sansovino; all'analisi della produzione ecfrastica, e infine, al ruolo nell'ambito della critica d'arte. L'esito a stampa del presente volume, che auspichiamo possa rappresentare uno strumento valido e aggiornato nel campo degli studi aretiniani, si deve soprattutto all'impegno dei curatori Anna Bisceglia, Matteo Ceriana e Paolo Procaccioli, che con competenza hanno seguito la costruzione del progetto editoriale e ai quali va il nostro più sentito ringraziamento.» (Dall'Introduzione di Luca Massimo Barbero)
Pietro Aretino e l'arte nel Rinascimento. Catalogo della mostra (Firenze, 26 novembre 2019-1 marzo 2020). Ediz. a colori Bisceglia A. (Cur.) Ceriana M. (Cur.) Procaccioli P. (Cur.) - Giunti Editore, 2019 - Grandi Libri Arte
Dipinti, sculture, oggetti di arte applicata, arazzi, miniature e libri a stampa, restituiscono un ritratto composito di Pietro Aretino (1492-1556), grande intellettuale, caustico provocatore, attore non secondario sulla scena diplomatica del Cinquecento. Una mostra e un catalogo che, a più voci, attingendo all'italianistica e alla storia dell'arte, restituiscono la sfaccettata identità di un protagonista il cui rilievo storico va ben oltre la fama, pur innegabile, di autore licenzioso. Nell'epoca che vede l'affermazione di Michelangelo e Raffaello a Roma e la diffusione oltre confine della cultura maturata nello sfarzo della corte di Giulio II, Leone X e Clemente VII, l'Aretino vive da par suo fra Arezzo, Perugia, Roma, Mantova e Venezia. Amico di Raffaello e Sebastiano del Piombo come del Sansovino e di Tiziano, protetto di Giulio de' Medici, compagno di Giovanni dalle Bande Nere, a Venezia trova infine una patria ideale. Spregiudicato e riottoso nei rapporti con il potere, mentre primeggiano in Europa Francesco I e Carlo V, il favore dei quali godrà in fasi diverse, ne tesse le trame con grande abilità. Al contempo alimenta la satira popolare dando voce al Pasquino, ed è un virtuoso cultore delle lettere, che declina in chiave parodistica e salace così come di temi d'argomento religioso. Provocatore nato, blasfemo e ricattatore per alcuni, è innanzitutto un eccezionale interprete del suo tempo. Il tempo anche del Bembo e dell'Ariosto, che nel suo poema ricorda «il flagello de' principi, il divin Pietro Aretino». La mostra "Pietro Aretino e l'arte del Rinascimento" è dedicata a un artista, ma innanzitutto a un uomo, vissuto al centro delle cose nel pieno della "Maniera moderna", secondo la definizione di Giorgio Vasari nelle sue Vite, pubblicate nel 1550 e nel 1568. Il catalogo, come la mostra, è scandito in cinque sezioni che illustrano i principali momenti della vicenda di Pietro, e l'avvicendarsi di scenari che vanno dagli esordi tra Arezzo e Perugia, all'approdo alla corte pontificia e al trasferimento nel Nord Italia, dapprima a Mantova e, infine, a Venezia. L'iconografia della pubblicazione è particolarmente ricca, le schede di catalogo si avvalgono delle competenze di 50 autori di diversa estrazione.