Libri di Raffaella Biscioni
Bibliografia di Raffaella Biscioni: tutti i libri in vendita online
Su Unilibro trovi i libri di Raffaella Biscioni in vendita online: scopri la bibliografia dell'autore, le ultime uscite e le offerte disponibili.
Consulta la cronologia dei libri di Raffaella Biscioni, scegli il titolo che ti interessa, aggiungilo al carrello e completa l'acquisto in pochi clic.
L'impresa della cooperazione. Sessant'anni di storia di Legacoop Ravenna 1950-2010 Biscioni Raffaella Luparini Alessandro Menzani Tito - Longo Angelo, 2013 - Contemporanea. Studi E Testi
Nata nel giugno 1950, in piena Guerra Fredda, la Lega Provinciale delle Cooperative e Mutue di Ravenna (oggi Legacoop), ha accompagnato, e non di rado determinato, la crescita e le trasformazioni del movimento cooperativo provinciale, passato da movimento di massa ancora strettamente legato al mondo agricolo-bracciantile a moderno e diversificato sistema di imprese. Un lento processo evolutivo, in cui la Lega Provinciale stessa ha progressivamente mutato fisionomia, da organismo di rappresentanza politico-sindacale a strumento d'indirizzo e di orientamento imprenditoriale. Questo volume, basato su un rigoroso lavoro di ricerca su più fonti, ne ripercorre la complessa vicenda storica, nei suoi molteplici aspetti, politici, sociali ed economici, in relazione alla storia di Ravenna e del suo territorio e a quella più generale del movimento cooperativo locale e nazionale, con inoltre un saggio sulla rappresentazione pubblica della cooperazione corredato di numerose immagini, in buona parte inedite.
Rovine di guerra. Distruzioni, rappresentazioni e memorie fotografiche del patrimonio culturale italiano durante la Prima guerra mondiale Biscioni Raffaella - Pacini Editore, 2021 - Ricerche Di Storia
Durante la Prima guerra mondiale le distruzioni del patrimonio artistico e monumentale assunsero una ampiezza inedita, anche in virtù degli effetti devastanti delle nuove armi. Anche l'impatto sull'opinione pubblica fu straordinariamente rilevante. Da una parte si pose il problema non facile della protezione e della tutela del patrimonio, dall'altra i danneggiamenti subiti divennero oggetto privilegiato della propaganda contro la "barbarie" nemica, che colpiva un patrimonio di valore universale. Furono definite "atrocità culturali" per paragonarle alle atrocità commesse dai tedeschi nei territori occupati. Rispetto a questo fortissimo coinvolgimento del patrimonio artistico nello scontro ideologico e propagandistico del periodo bellico la fotografia ebbe un ruolo fortemente adiuvante. Da una parte agevolava l'opera di tutela e di ricostruzione o restauro; dall'altra era in grado di esprimere la forte carica emotiva che scaturiva dal fatto che le immagini delle "rovine di guerra" venivano rappresentate come ferite al corpo simbolico della nazione, avvicinandole al tema del lutto e del sacrificio dei soldati caduti. Il volume ripercorre le principali tappe e i protagonisti della tutela dell'arte in guerra e approfondisce il sistema di comunicazione fotografica creato durante il conflitto. Analizza quindi la produzione e circolazione delle immagini e le modalità organizzative e operative che permisero di utilizzare la fotografia volta a volta in funzione documentativa per gli operatori della tutela, oppure in funzione di sollecitazione emotiva per il grande pubblico, secondo un registro fortemente empatico.
Da vittime a eroi. La costruzione di una memoria visuale dei caduti della Grande Guerra 1915-1918 Biscioni Raffaella - Pacini Editore, 2021 - Contemporary
Subito dopo l'intervento dell'Italia in guerra, il 1° agosto 1915, Paolo Boselli, nella sua veste di Presidente del Comitato Nazionale per la Storia del Risorgimento, promosse una vasta e sistematica opera di raccolta di documentazione, anche fotografica, relativa al primo conflitto mondiale. Il volume intende ricostruire questa singolare operazione di elaborazione collettiva del lutto analizzando come il progetto tentò di riassorbire il sacrificio di centinaia di migliaia di giovani morti nella guerra di massa e industrializzata entro le coordinate "eroiche" dell'epopea risorgimentale. Al centro dell'analisi i ritratti fotografici dei caduti, studiati sia come espressione di autorappresentazione dei soldati, sia come strumento connesso alla dimensione più privata del lutto e delle pratiche familiari del ricordo.