Libri di Gianluca Bocchino
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Jia Ruskaja. La dea danzante Bocchino Gianluca - Neoclassica, 2023
Jia Ruskaja (1902-1970) è stata una danzatrice, coreografa, teorica della danza; ha fondato l'Accademia Nazionale di Danza e la Fondazione dell'Accademia Nazionale di Danza. Diva e icona glamour della danza libera italiana, ha intessuto rapporti pubblici e privati con le maggiori personalità della cultura coreutica, artistica e politica nazionale e internazionale. L'intelligenza e la sagacia le hanno concesso di entrare nel mondo coreutico pur non essendo una danzatrice di formazione, percorrendo con disinvoltura gran parte del Novecento italiano, a partire dagli anni del Futurismo, per ritrovarsi regina della danza nel ventennio fascista. Con il ritrovamento di nuovi documenti storici da poco analizzati è stato possibile ricostruire in maniera scientifica la vita di Ruskaja. Oltre alle informazioni inedite, il volume è corredato da fotografie mai pubblicate. Poetessa della danza è stata una creatura dalla personalità volitiva e attraente, sintesi di varie epoche, etnie e temperamenti in un contrasto di accordi. Tutto questo è Jia Ruskaja: la dea danzante.
Jommelliana. Un operista sulla scena capitolina. Studi sul periodo romano di Niccolò Jommelli Bocchino Gianluca Nicolò Cecilia - Lim, 2017 - Musicalia
Jommelliana. Un operista sulla scena capitolina. Studi sul periodo romano di Niccolò Jommelli - LIM
La danza del silenzio. Corpo, gesto e visioni improvvisative nel cinema muto di Jia Ruskaja Bocchino Gianluca - Neoclassica, 2025 - Echo
La figura di Jia Ruskaja si colloca in una posizione liminale e innovativa nella storia della danza italiana del primo Novecento, incarnando un incontro raro ma cruciale tra corpo danzante e superficie muta del cinema. Questo volume indaga quella intersezione tra gesto e immagine, tra mito e macchina da presa, tra improvvisazione coreutica e scrittura visiva. L'analisi delle due apparizioni cinematografiche dell'artista - Gli ultimi giorni di Pompei (1926) e Giuditta e Oloferne (1928) - consente al volume di ricostruire un capitolo trascurato della storia culturale italiana, riportando alla luce una figura artistica marginalizzata e una pratica coreografica colta nel suo momento più fertile: l'alleanza con il cinema muto.