Libri di Marzia Bolle
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L'arte nelle strade di Torino. Guida e scoperta dell'arte moderna e contemporanea in città Bolle Marzia Davico Luca Scira Rosaria - Edizioni Del Capricorno, 2017 - Senza Collana
Quasi 500 opere tra monumenti, sculture, murales, installazioni, dall'Ottocento alla più stretta contemporaneità: Torino non è soltanto uno dei centri riconosciuti dell'arte contemporanea, ma anche una delle capitali internazionali dell'arte urbana e possiede un patrimonio straordinario, spesso sconosciuto ai più, eppure di eccezionale valore, disseminato su tutto il territorio urbano. Un libro per guidare il visitatore alla scoperta dell'arte di strada torinese: venti itinerari fra i quartieri cittadini, tra i palazzi e le pieghe più nascoste della città, per imparare a capire, attraverso un imponente apparato iconografico realizzato ad hoc, come a Torino l'arte dia davvero forma, colore e senso all'ambiente urbano. E al lettore che vorrà partire per questo viaggio di scoperta apparirà una città diversa, multicolore, raffinata e popolare, aulica e pop, in cui le piazze, le strade, i muri stessi sono opere d'arte. Una città in cui l'arte non è solo nei grandi musei, ma in mezzo a noi.
Urban art. L'evoluzione dell'arte nelle strade di Torino. Ediz. a colori Bolle Marzia - Daniela Piazza Editore, 2020
«I murales rappresentano per me la speranza di un'arte ormai prigioniera delle convenzioni e della massificazione. Un'arte annebbiata dall'appiattimento e dal predominio di mostre mercato con l'A maiuscola (gestite esclusivamente da mercanti) e dalle manifestazioni minori che le scimmiottano. I murales potrebbero e dovrebbero essere il manifesto con cui l'essere umano dialoga con la propria anima mostrandola a un pubblico attento al cambiamento dei tempi. Un tripudio di colori volto ad allietare il cuore e la mente di chi abita città sempre più inclini alla spersonalizzazione dell'individuo [...]. Abbiamo dato visibilità agli artisti più conosciuti e a quelli che lo sono un po' meno e, in qualche caso, anche a quelli sconosciuti: poiché ognuno di essi si è adoperato secondo le proprie capacità e inventive. L'arte, però, non sempre è ciò che vorremmo che fosse: questa è la ragione per cui non condivido il pensiero di chi professa che le "tag" selvagge su qualunque tipo di muro siano motivo di orgoglio. Edifici vecchi e nuovi sono presi d'assalto e vengono ricoperti di scritte che, comprensibili o meno, deturpano il lavoro di architetti che, vogliamo ricordare artisti anch'essi, hanno operato per il bene della comunità e che in moltissimi casi sono stati promotori di una realtà artistica nonché storica.» (dall'introduzione di Roberto Cortese)