Libri di Bolli
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Quando Abele scagliò la prima pietra Bolli Matteo - Serra Tarantola, 2015
"Quando Abele scagliò la prima pietra" è un thriller politico che nasce, cresce e si evolve attorno alla figura del suo personaggio principale, l'agente federale Marley Dempsey, un quarantenne pluridecorato ex Maggiore della U.S. Army dotato di una mente sopraffina che gli consente di vedere il mondo come nessun altro è in grado di fare. Ma la sua più grande abilità è quella di riuscire a concentrarsi in una maniera tanto intensa, da essere in grado di estraniarsi dalla realtà, al fine di scrutare dettagli che nessun altro è in grado di cogliere. Dempsey è la storia del libro. E il libro è un po' la storia di ognuno di noi. Comprendere Dempsey diviene pertanto un passaggio cruciale per comprendere, in buona parte, noi stessi. Sull'onda di questo fine, diviene utile concentrare l'attenzione anche su un altro personaggio: Cristopher Delay, l'uomo a cui sparano al termine del prologo e la cui lotta tra la vita e la morte accompagnerà Dempsey nel corso della storia. Durante lo svolgimento delle indagini, il capoagente Dempsey avvierà una corsa contro il tempo che farà emergere le instabili basi di un sistema corrotto e privo di ideali.
Sognatori di Jazz dipinti su un quadro mai appeso Bolli Matteo - Europa Edizioni, 2020 - Edificare Universi
C'era una volta un diario. Quel diario conteneva una storia. Non era, però, una storia fatta di banali parole che si inseguivano tra loro. Era una storia di colori, tra i più vivaci, e di note, tra le più armoniche. Esisteva però anche un altro diario. Che conteneva un'altra storia. Che, a sua volta, non conteneva umili parole che si accompagnavano tra loro. Era una storia di "bianchi e neri", non quelli d'autore però, e di silenzi, tra i più omertosi. C'erano una volta questi due diari. Accompagnati da una voce, da due orecchie e da due occhi. C'era la voce di un nonno che narrava le gesta di Stewart Miller, un "Sognatore di Jazz, dipinto su un quadro mal appeso". C'erano poi le orecchie di un nipote che fremevano ascoltando i passi del suo cammino. E c'erano infine gli occhi di una misteriosa figura che, attraverso una finestra, si soffermava ad osservare il fluire del racconto, divenendo comparsa e narratore allo stesso tempo. Questa è la loro storia.
Zelda Bolli Matteo - Abrabooks, 2026
Questa è la storia di un uomo. Albert. Figura emblematica, e a tratti discontinua, che vive attraverso il paradossale specchio della letteratura: gabbia e, al contempo, palcoscenico di vita. Accademico di valore, saggista di pregio; nulla sembra poter fermare la sua fame di conoscenza e sete di finzione. Uomo innamorato dei romanzi di Francis Scott Fitzgerald e, perché no, anche dell'amore. Dell'immagine di Dita Parlo. Del cuore di Penelope. E dei capelli rosso fuoco di Zelda. Albert è un fantasma che fluttua all'interno del romanzo. In una sorta di confusione morale, tra passato, presente e futuro. Sogno e realtà. Realtà e finzione. Il tutto accompagnato, a debita distanza, dalla presenza di due piccoli panda minori. E di tre narratori, simpatici ma un po' disadattati.