Libri di Cur Borbone

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LIBRO   9788895881836

Scienza, marxismo e metafisica. Leszek Nowak e la scuola metodologica di Poznac Borbone G. (Cur.)   -  Limina Mentis, 2013  -  Esprit

Con questo volume si cerca di colmare, nei limiti del possibile, una pesante lacuna presente all'interno della storiografia filosofica italiana, ossia la scarsa attenzione dedicata agli aspetti filosofici ed epistemologici della riflessione di Leszek Nowak (1943-2009) e della sua Scuola Metodologica di PoznaD. Le loro opere spaziano dalle scienze naturali alla metafisica, dalle scienze sociali alla filosofia, dall'epistemologia alla storia, seguendo, come filo conduttore, la concezione idealizzazionale della scienza che Nowak ha sistematizzato con estremo rigore filosofico e metodologico; intrattenendo, peraltro, un serrato confronto con le più avanzate epistemologie della sua epoca (R. Carnap, C. G. Hempel, E. Nagel, K. R. Popper, P. K. Feyerabend e così via). L'intento principale del volume consiste nel porre in evidenza un convincimento di fondo e cioè che la Scuola Metodologica di PoznaD non è morta con Nowak; essa, al contrario, continua tutt'ora a fornire contributi teorici volti ad un approfondimento ed ulteriore sviluppo delle principali riflessioni nowakiane sulla scienza, sul marxismo e sulla metafisica.

€ 25.00
LIBRO   9788837226688

La Bibbia dei Settanta. Vol. 2: Libri storici Borbone P. G. (Cur.)   -  Morcelliana, 2016  -  Antico E Nuovo Testamento

Intorno all'anno 400 la chiesa d'Occidente, di lingua latina, si trovò ad affrontare un problema: la Bibbia utilizzata, sia per la liturgia sia per lo studio, era un testo latino tradotto dal greco (la cosiddetta Vetus Latina), un testo che presentava vari errori di traduzione. Di qui la necessità di intervenire: se per il Nuovo Testamento si trattava solo di adottare un buon manoscritto greco, per l'Antico Testamento la questione si presentava più complessa perché il testo latino in uso era, sì, tradotto dal greco, ma questo a sua volta era stato tradotto dall'ebraico. Non era forse meglio risalire alla fonte? Si poneva un problema non solo linguistico ma di natura teologica: la Bibbia greca appariva più ampia di quella ebraica e anche nei libri comuni - che erano la maggior parte e i più importanti - c'erano frequenti varianti, talvolta di notevole spessore teologico. Due padri della chiesa latina, entrambi venerati poi come santi, Girolamo e Agostino, presero posizioni opposte. Girolamo sosteneva che il testo ebraico dovesse essere preferito perché più antico: essendo scritto nella lingua originale, era il solo ispirato. Agostino difese invece il greco, perché aveva permesso alla Parola di Dio di essere accolta nel mondo pagano; apparteneva, quindi, alla storia della salvezza, diversamente dal testo ebraico. La vinse Girolamo e la sua Vulgata - testo latino corretto abbondantemente sull'ebraico, ma non del tutto - lentamente si impose nelle chiese di lingua latina.

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