Libri di Misefari Bruno
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Diario di un disertore Misefari Bruno - Cr, 2022
"In chiesa, nella scuola, nella famiglia, nel foro, dappertutto si è ripetuto che uccidere, incendiare, distruggere, rapinare è delittuoso; dovunque si sono eretti patiboli, galere e codici di moralità contro i delinquenti. Ora, ecco che a noi si ordina di uccidere. Ed ecco, io che rimango fedele alle loro predicazioni, ai loro codici, alle loro leggi, sono considerato un «delinquente»." Abbiamo deciso di ridare alle stampe un libro uscito per la prima volta dopo la fine della Grande guerra. L'autore Bruno Misefari - del quale abbiamo anche parlato qui in pagina e su Cronache Ribelli vol. 3 - è stato un filosofo, poeta e ingegnere anarchico italiano, nato in Calabria nel 1892. "Diario di un disertore" è in parte una storia autobiografica, scritta mediante un espediente narrativo (un diario che dal campo di battaglia viene spedito a Misefari per essere pubblicato): una storia di diserzione, di orrore, di sconcerto per la guerra e per l'ipocrisia di governanti e mercanti di morte che si arricchiscono mentre mandano a morire la povera gente. Un'esperienza di vita dalla quale si deduce come bisogni essere disposti a qualsiasi sacrificio per combattere, e magari vincere, il mostro degli interessi che alimentano la guerra. Questa edizione arricchita da un'impostazione grafica consona al nostro stile e da una copertina che ci proietta nel mezzo dello scontro tra la guerra e l'umanità.
Diario di un disertore Misefari Bruno - Streetlib, 2026
Diario di un disertore è una testimonianza intensa e fuori dagli schemi, nella qualeBruno Misefari trasforma la propria esperienza di ribelle e antimilitarista in una lucida denuncia della guerra, dell'autoritarismo e dell'obbedienza imposta. Di fronte alla violenza della Prima guerra mondiale, Misefari sceglie di non piegarsi alla disciplina militare e di seguire fino in fondo la propria coscienza. La diserzione diventa così non soltanto un atto personale, ma una scelta morale e politica: il rifiuto di partecipare a un meccanismo che sacrifica l'individuo in nome della patria, della gerarchia e della ragion di Stato. Tra fughe, clandestinità, paure e speranze, queste pagine restituiscono il ritratto di un uomo disposto a pagare un prezzo altissimo pur di restare fedele alle proprie idee. La scrittura, immediata e appassionata, conserva tutta la forza di una voce che si oppone alla retorica bellica e rivendica il diritto alla libertà di pensiero. Un documento storico e umano di straordinario interesse, ma anche un libro sorprendentemente attuale: una riflessione radicale sul rapporto tra individuo e potere, sulla libertà di coscienza e sul coraggio necessario per direno quando obbedire significa tradire se stessi.