Libri di Valeria Cagnazzo
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Inondazioni Cagnazzo Valeria - Cartacanta, 2019 - I Passatori
"Una voce d'esordio, ricca e movimentata, abitata da una notevolissima tensione di stile e di volontà di rappresentazione. La storia, il mondo, colto in alcuni suoi luoghi emblema di una contemporaneità segnata da dolori, guerre e nuove forme di migrazione, di fuga, di precarietà. Brillano di luce screziata incontri, illuminazioni, gesti. La poesia di Valeria è un vasto, dolente e fiero, inno, un allarme e un gesto d'amore che coinvolge nel farsi della storia gli acquisti di una maturità personale, affettiva e morale. Una poesia che sa toccare molti registri, in un andamento poematico, quasi in forma di marea che, nel modo che ha la vera poesia, si oppone a una marea di dolore e non-senso con la ricchezza e la forza della parola che calibra la giustizia dello sguardo. Libro stratificato e pensoso, vitale nel gesto artistico che offre con sfrontato pudore." (Davide Rondoni)
Il pesce lampada Cagnazzo Valeria - La Vita Felice, 2026 - Adamas
"Traverso i lacerti di una narrazione franta da salti e omissioni Valeria Cagnazzo ci conduce lungo Il pesce lampada, mitobiografia ambientata in un Sud archetipo, sospeso tra la ferocia e le malie di una modernità arcaica, animato dal compenetrarsi di umano, animale e vegetale, dal contrapporsi di convenzioni collettive e drammi familiari sullo sfondo di una violenza, politica, sociale ed esistenziale, che tutto ingloba. Poema di formazione, fiaba e meditazione esistenziale si intrecciano nel delinearsi del processo di crescita di questa figlia allucinata incapace di accettare la morte e la sua insensatezza, se non attraverso gli scherzi che con ironia mordace e aggressivo piglio infantile la protagonista rivolge alla morte, senza tuttavia riuscire ad attenuare l'angoscia che promana dalla coscienza della propria finitudine. Tu sei piccola e selvatica, anima mia, sembri appena nata. Temi la morte come l'uomo delle grotte. Del resto, come ben sappiamo, l'uscita dalla grotta è ancora di là da venire." (Ivan Schiavone)