Libri di Cur Campiglio
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Adriano Pallini. Una collezione di famiglia Campiglio P. (Cur.) Dulio R. (Cur.) Pallini Clemente N. (Cur.) - Skira, 2023 - Arte Moderna. Cataloghi
La raccolta di opere d'arte di Adriano Pallini che dagli anni venti, grazie al suo atelier milanese, avviò una delle più importanti collezioni private di pittura e scultura del Novecento Dagli anni venti Adriano Pallini (1897-1955) inizia a collezionare opere d'arte, prima scambiandole con gli abiti realizzati per i pittori e gli scultori clienti della sua sartoria milanese, frequentando l'ambiente delle gallerie d'arte e gli studi degli artisti, poi intraprendendo una vera e propria campagna di importanti acquisizioni. Tra le opere della collezione Pallini si ritrovano così capolavori di Amedeo Modigliani, Giorgio de Chirico, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Mario Sironi, Piero Marussig, Arturo Martini, Achille Funi, Filippo de Pisis, Massimo Campigli, Giorgio Morandi, Lucio Fontana e molti altri. Il volume, senza presentare l'intero corpus della raccolta, ora disperso nei principali musei e collezioni internazionali, intende riproporre una serie di opere significative, in alcuni casi mai esposte, la storia delle quali si intreccia con quella del suo animatore. Così il Ritratto di Adriano Pallini di Campigli, donato al FAI da Nicoletta Pallini Clemente, apre la sequenza dei ritratti di famiglia - la moglie Marta e le figlie Adriana e Nicoletta -, tutti dipinti dallo stesso autore, per approdare poi a capolavori assoluti come Il poeta Cechov di Martini, o a un raro busto in terracotta smaltata degli anni trenta di Lucio Fontana, fino alle composizioni astratte di Mauro Reggiani, Guido Somarè, Antonio Corpora. Pubblicato a corredo dell'esposizione milanese a Villa Necchi, questo volume dedicato alla collezione Pallini svela un percorso nella biografia artistica di un uomo, il collezionista, e del suo tempo: il Novecento.
La stanza di Filippo de Pisis. Luigi Vittorio Fossati e la sua collezione. Ediz. italiana e inglese Campiglio P. (Cur.) Dulio R. (Cur.) - Skira, 2019 - Cataloghi D'arte Moderna
Roma, 1944. Una stanza colma di arredi e oggetti preziosi, con quadri alle pareti, quasi tutti di un unico pittore: la stanza di Filippo de Pisis. La collezione è l'effetto di un sodalizio virtuoso tra pittori che dipingono e scrivono, letterati appassionati di immagini e musica, cultori delle arti e bibliofili: Luigi Vittorio Fossati Bellani ne è l'animatore. La mostra riunisce per la prima volta la collezione di opere, alcune mai esposte al pubblico, che Fossati Bellani aveva raccolto e allestito nella sua casa di Roma. L'esposizione, organizzata a Villa Necchi Campiglio grazie al FAI - Fondo Ambiente Italiano, è un omaggio al collezionista e alla sua passione per l'opera di Filippo de Pisis, che amava affiancare alle raffinate tele di Antonio Antony de Witt, Ottone Rosai, Alberto Savinio.
La povertà alimentare in Italia. Prima indagine quantitativa e qualitativa Campiglio L. (Cur.) Rovati G. (Cur.) - Guerini E Associati, 2009 - Studi E Ricerche
Il volume raccoglie i risultati della prima indagine quantitativa e qualitativa sulla povertà alimentare in Italia, realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà insieme a docenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. La stima quantitativa del fenomeno utilizza per la prima volta i dati forniti dai circa 8000 enti (dati 2007) aderenti alla Rete Banco Alimentare che offrono regolarmente aiuto a quasi un milione e mezzo di persone; si avvale, inoltre, di inedite soglie di povertà alimentare e di una ricca cartografia relativa alla distribuzione territoriale dell'indigenza. La parte qualitativa si basa su interviste a un campione di enti e di famiglie assistite, offrendo una fotografia della povertà in presa diretta. Il contrasto alla povertà alimentare dipende in modo determinante dall'azione di questa rete di enti che ogni giorno distribuisce cibo donato dall'Unione Europea, dalle imprese della filiera agroalimentare, dalla grande distribuzione, da singole famiglie. Oltre ad aiutare materialmente, gli enti instaurano rapporti personali e rispondono cosi alla principale causa della povertà che è la solitudine. Senza questa attività capillare, i poveri sarebbero più numerosi e vivrebbero in condizioni peggiori. Bisogna dunque impedire che questa rete si indebolisca, erogando maggiori aiuti pubblici e privati, in modo coordinato e tempestivo.