Libri di Stefano Camporeale
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Il Foro di Sala. Vol. 2: Gli scavi di Jules Borély e Khadija Fouad (1929-1930) Camporeale Stefano - Quasar, 2023 - Mediterranean Archaeology Studies
Questo volume è dedicato all'edizione degli scavi di Sala (Chellah, Rabat) condotti nel 1929-30 da Jules Borély e Khadija Fouad per conto del Service des Antiquités, des Beaux-Arts et Monuments Historiques, con il controllo tecnico di Louis Chatelain. Nella Photothèque de la Division du Patrimoine Culturel di Rabat (Ministère de la Jeunesse, de la Culture et de la Communication, Royaume du Maroc) si conservano 628 fotografie scattate durante gli scavi coloniali e che risultano l'unica documentazione reperibile. Il volume presenta una ricostruzione della storia degli scavi, inserita nella politica culturale del Protettorato francese in Marocco, quattro capitoli sugli edifici portati alla luce e sulla gestione idrica, il catalogo delle statue di marmo e delle epigrafi.
Il Foro di Sala. Vol. 1: Il Capitolium Camporeale Stefano - Quasar, 2021 - Mediterranean Archaeology Studies
Sala era l'ultima città al confine meridionale dell'impero romano sulla costa atlantica del Marocco, nella provincia della Mauretania Tingitana. La città oggi si trova poco al di fuori delle mura medievali di Rabat e si sviluppa sulla pendice della collina di Chellah. Questo stesso luogo divenne una necropoli reale merinide fortificata fra il 1284 e il 1351. I ritrovamenti archeologici e alcuni edifici ancora visibili testimoniano le antiche origini dell'insediamento e la sua importanza nell'ambito del regno di Mauretania. Dopo l'inclusione nella nuova provincia romana nel 40-42 d.C. e acquisito lo statuto municipale sotto il principato di Claudio, tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. il centro civico di Sala fu monumentalizzato tramite la creazione di terrazze artificiali su cui si trovavano i principali edifici pubblici. Un cittadino di Sala, C. Hosidius Severus, fece costruire il Capitolium a sue spese intorno al 120 d.C. Il complesso occupava un'area di circa 46 x 26 metri e divenne il maggiore santuario della religione ufficiale romana della città.