Libri di Cannata
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Storie indiscrete dei letterati cinesi Wu Jingzi Cannata V. (Cur.) - Luni Editrice, 2025 - Grandi Pensatori
Storie indiscrete dei Letterati, che vide la luce nel 1750 e che qui viene pubblicata per la prima volta in lingua italiana in edizione integrale, è uno dei massimi capolavori della letteratura classica cinese, primo grande romanzo di satira sociale, considerato una delle grandi opere della letteratura mondiale per il suo brillante stile e per la sottile vena satirica nei confronti della classe dei funzionari imperiali: è una spietata critica all'arroganza del potere e alla diffusa pratica della corruzione e della concussione da parte dei funzionari di ogni ordine e grado, ambientata dall'autore al tempo della dinastia Ming (1368-1644), ma intesa soprattutto per il suo tempo, quello della dinastia Qing (1644-1911). L'opera offre un realistico spaccato umano e sociale che contribuisce efficacemente a delineare un'approfondita idea della civiltà cinese, sotto gli aspetti della filosofia, della morale, dei riti, dell'arte, della cultura e dei comportamenti dei letterati funzionari di stato. Questi erano una élite di uomini colti e raffinati, forgiati da lunghi anni di studio durissimo, temprati da un'estenuante serie di esami altamente selettivi, profondi conoscitori, fin nei minimi dettagli, del pensiero confuciano e della sua etica, rigorosi e fedeli custodi della morale e strenui difensori del bene dello stato, in quanto unici e selezionati componenti dell'organizzatissima burocrazia imperiale, vera spina dorsale della stabilità del Celeste Impero. Questa lettura disincantata e vividamente veritiera del mondo e dei soggetti che lo popolano, ci restituisce un'immagine dall'interno, un vero e proprio "ritratto dal vivo" con il quale l'Autore ha voluto dipingere il suo tempo e il malcostume di questi "intoccabili". L'ultimo capitolo contrappone quattro personaggi lontani dai letterati che popolano le pagine del libro, uomini provenienti dalla classe popolare che intraprendono attività accademiche e che rappresentano la purezza morale dei veri letterati.
L'investitura degli dei. Romanzo cinese di epoca Ming Zhonglin Xu Cannata V. (Cur.) - Luni Editrice, 2024 - Grandi Pensatori
"L'Investitura degli Dei", in cinese "Fengshen Yanyi", che qui viene presentato per la prima volta in assoluto in traduzione integrale in italiano, è un romanzo che amalgama magnificamente storia e mito con quella "sapienza" letteraria propria dei grandi romanzi cinesi del periodo d'oro: alla guerra della Dinastia Zhou, per prevalere sul corrotto regime di Shang, raccontata in "prime stesure" del romanzo, si unisce quella sovrannaturale necessaria a creare i nuovi Dei per portare l'equilibrio, in un conflitto continuo tra rappresentanti di Sette Taoiste e con i buddhisti come occasionali assistenti. L'intera storia attinge copiosamente a tradizioni religiose, racconti popolari e iconografia taoista e buddhista, arrivando a ottenere un risultato straordinario: con la fine imminente della Dinastia Shang, attribuita al corrotto Re Zhou e allo spirito volpe Daji, il vecchio taoista Jiang Ziya scende tra i mortali per assumere il ruolo di Primo Ministro della nascente Dinastia Zhou, e aiutare il saggio Re Wu a sconfiggere le forze della tirannia di Shang. Contemporaneamente Jiang Ziya si assicura che abbia luogo l'Investitura dei nuovi Dei richiesti per la nuova Era: inizia in questo modo un lungo viaggio tra splendidi scenari, intrighi, battaglie di spada e magia, dove si incontrano e scontrano prodi guerrieri, virtuosi generali, vili sicofanti, animali mitici, immortali saggi e immortali rovinati dalla rabbia che nutrono e dall'attaccamento alle passioni, drammi che si alternano a gioie fortissime, in una Cina fantastica dove Dei e demoni si mescolano a mortali e immortali, dove il vizio pone fine a una dinastia antica e la virtù ne fa sorgere una nuova. L'Investitura degli Dei è un romanzo straordinario, il cui grande successo in Cina dura da secoli al punto da essere riuscito a far trovare posto, come divinità nel folclore cinese, a molti dei suoi personaggi, a cominciare dallo stesso Jiang Ziya. Al pari del Viaggio in Occidente e del Romanzo dei Tre Regni, "L'Investitura degli Dei" ha ispirato in Cina e Giappone moltissimi adattamenti di varia natura, dai drammi teatrali alle serie televisive, dai fumetti, ai videogiochi ai film di animazione.
Il sogno della camera rossa. Ediz. integrale. Vol. 1-2 Xueqin Cao Cannata V. (Cur.) - Luni Editrice, 2026 - Grandi Pensatori
In "Il sogno della camera rossa" - uno dei quattro romanzi "straordinari" della Cina classica - Cao Xueqin costruisce uno dei più formidabili romanzi mai scritti: un libro che è insieme storia di una famiglia, romanzo d'amore, compendio della vita aristocratica e meditazione sul declino. Al centro del romanzo si muove Jia Baoyu, erede inquieto destinato fin dall'inizio a vivere sotto il segno dell'eccezione, ma riluttante ai doveri del suo rango, più attratto dalla poesia, dalla compagnia femminile e dall'intensità della vita interiore che dall'ambizione sociale. Attorno a lui si raccoglie il vastissimo universo della famiglia Jia, con i suoi giardini, padiglioni, servitori, matrone, fanciulle, poeti, monaci, intrighi domestici, feste, matrimoni, lutti, dissipazioni e tutte le regole, i fasti, i segreti, di questo mondo fragilissimo, dove tutto sembra splendere e già insieme disfarsi. Accanto a lui si impongono due figure indimenticabili: Lin Daiyu, fragile e acutissima, capace di trasformare la malinconia in intelligenza del mondo; e Xue Baochai, armoniosa, composta, apparentemente padrona di sé e del proprio destino. Ma il romanzo non si esaurisce nel triangolo amoroso. La vera materia del libro è il consumarsi di un intero ordine sociale dove nulla è accessorio e tutto contribuisce a rendere visibile il lento disfarsi di un mondo; il vero protagonista del romanzo è anche il tempo: il tempo che consuma una casa illustre, che sbiadisce il privilegio, che incrina la solidità delle gerarchie e trasforma la bellezza in memoria. Cao Xueqin costruisce così un'opera smisurata e finissima, dove la precisione del dettaglio quotidiano convive con la dimensione allegorica e metafisica. Nessun personaggio è soltanto funzione narrativa; ciascuno ha voce, ritmo, desiderio, memoria. Nessun gesto è puramente ornamentale; ogni cerimonia, poesia, dono, colloquio o silenzio partecipa alla lenta trasformazione del destino. Il sogno della camera rossa è anche una meditazione sul carattere illusorio dell'esistenza, sul legame fra passione e sofferenza, sul mistero per cui ciò che più amiamo è anche ciò che più irrimediabilmente perdiamo. Il risultato è un'opera che non solo restituisce un mondo, ma lo interroga nella sua verità più profonda: quella per cui ogni splendore è precario, ogni affetto è esposto alla perdita, ogni esistenza si muove entro il confine sottile fra desiderio e illusione. La traduzione integrale curata da Vincenzo Cannata, restituisce al lettore tutta la potenza, la finezza e la vertiginosa bellezza di un classico assoluto. Prefazione di Isabella Doniselli Eramo.