Libri di Capponcelli
Bibliografia di Capponcelli: tutti i libri in vendita online
Su Unilibro trovi i libri di Capponcelli in vendita online: scopri la bibliografia dell'autore, le ultime uscite e le offerte disponibili.
Consulta la cronologia dei libri di Capponcelli, scegli il titolo che ti interessa, aggiungilo al carrello e completa l'acquisto in pochi clic.
Il dono dell'airone. Scritti in onore di Ikuko Sagiyama Capponcelli L. (Cur.) Cucinelli D. (Cur.) Ghidini C. (Cur.) - Firenze University Press, 2024 - Connessioni. Studies In Transcultural History
"La poesia giapponese, avendo come seme il cuore umano, si realizza in migliaia di foglie di parole. La gente in questo mondo, poiché vive fra molti avvenimenti e azioni, esprime ciò che sta nel cuore affidandolo alle cose che vede o sente". Così comincia l'introduzione giapponese del "Kokin waka shû", di Ki no Tsurayuki, che molti dei partecipanti alla presente raccolta di saggi hanno studiato e apprezzato attraverso l'edizione curata da Ikuko Sagiyama nel 2000. Come commenta Fujiwara no Shunzei, sempre nella traduzione di Sagiyama: "Se non ci fosse la poesia, pur visitando il fiore di primavera o guardando le foglie autunnali, nessuno capirebbe né il colore né il profumo; allora in che cosa si potrebbe riconoscere l'essenza del bello?" A tale incontestabile osservazione si potrebbe aggiungere che, se non ci fosse la traduzione della poesia, non ci sarebbe modo di apprezzare (al di là dei nipponisti addetti ai lavori) l'estetica appartenente ad altri costrutti letterari, collegata o meno alle fattezze della natura. Le migliaia di foglie di parole in italiano hanno quindi arricchito la nostra conoscenza di altre formulazioni di quello che il cuore umano può far fiorire. L'esordio di Sagiyama sensei nell'accademia viene ripercorso con un'eccellente sintesi nella nota di Adolfo Tamburello. L'aspetto che ci piace di seguito sottolineare è quanto la sua presentazione della poesia giapponese in Italia, sin dagli anni Ottanta, sia stata svolta con rigore e al contempo associata, come solo lei sa fare, a un senso di leggerezza e di piacevolezza. L'introduzione della poesia giapponese in italiano risale al tardo '800 con l'orientalista Antelmo Severini (1828-1809), allievo di Leon de Rosny (1837-1914) e pioniere della sinologia e della yamatologia nel nostro Paese. I suoi studi, combinati con una profonda erudizione della classicità poetica greca e latina, inaugurarono un crescente interesse per la poesia giapponese in Italia. Inizialmente mediata dalle traduzioni antologiche francesi come lo Shika zenyo (1871) di Rosny e Poèms de le libellule (1884) curata dal Marchese Sayonji Kinmochi (1849-1940) e Judith Gautier (1845-1917), presto la popolarità della poesia giapponese in Italia si intrecciò con il giapponismo letterario. D'Annunzio, tra gli autori più rappresentativi di questa sensibilità estetica, nel 1885 si cimentò in un componimento lungo in cui combinava la rima alternata con la metrica del waka, che intitolò Outa occidentale. Nel 1915 videro la luce due importanti raccolte di poesia e letteratura giapponese come Letteratura e Crestomazia giapponese di Pacifico Arcangeli e Note di Samisen di Mario Chini. Va inoltre ricordato il ruolo della rivista Sakura, fondata a Napoli nel 1920 dai poeti Harukichi Shimoi (1883-1954) ed Elpidio Jenco (1892-1959), autore nel 1921 di una traduzione italiana di tanka tratti dalla raccolta Seikaiha (Onde del mare azzurro, 1912) della poetessa Yosano Akiko.
Riflessioni sul Giappone antico e moderno. Vol. 3 Capponcelli L. (Cur.) Villani P. (Cur.) Hayashi N. (Cur.) - Aracne, 2018 - Studi Giapponesi
Il volume offre un resoconto aggiornato degli studi giapponesi in Italia. La sezione iniziale ospita i contributi di studiosi attivi all'estero che propongono analisi sull'assetto costituzionale, sulla soteriologia buddhista e sulla critica letteraria giapponese. La seconda parte dell'opera è suddivisa in ambiti tematici - linguistico, giuridico, storico e letterario - e accoglie riflessioni attente sullo stato dell'arte e sulle prospettive di ricerca nelle diverse aree di indagine.
Il nemico allo specchio. La guerra degli altri attraverso cinque racconti di Akutagawa Ryunosuke Capponcelli L. (Cur.) - Edifir, 2026 - La Ghiandaia Celeste
La 'ghiandaia celeste' è un uccello dal profondo valore simbolico in Asia orientale, che richiama nei caratteri cinesi del suo nome i 'tre tesori' del buddhismo: il Buddha, il Dharma e la comunità buddhista. A questo simbolismo si ispira la presente collana editoriale, che accoglie saggi interdisciplinari sulle culture e le società di Cina, Corea e Giappone, guidando il lettore in un viaggio tematico che attraversa la lingua, la letteratura, l'arte, la storia e il pensiero dell'Asia orientale. "Il nemico allo specchio" riunisce cinque racconti di Akutagawa Ryûnosuke, pubblicati tra il 1918 e il 1924, che articolano una critica della retorica militare, dell'eroismo nazionale e delle narrazioni ideologiche della guerra. Questi testi, ambientati sullo sfondo dei conflitti sino-giapponese e russo-giapponese, oppure costruiti attraverso la riscrittura di fiabe e leggende, introducono la prospettiva dell'Altro e relativizzano il dualismo tra patria e nemico. La storia della testa caduta traccia l'agonia di un soldato cinese che, ferito in battaglia, maledice la guerra e chi lo ha trascinato a combatterla. L'incontro misterioso racconta lo sradicamento e la deriva visionaria di una donna cinese condotta in Giappone come concubina. Il generale smonta il culto dell'eroe nella memoria della guerra russo-giapponese, alternando il punto di vista dei soldati mandati a morire, degli ufficiali militari e di uno studente. Il generale Kim rilegge una leggenda coreana per interrogare l'uso propagandistico della storia. Momotarô trasforma la celebre fiaba giapponese in una feroce parodia dell'espansione coloniale. Il volume è completato da una postfazione critica che colloca i racconti nel percorso di Akutagawa e ne mette in luce i rapporti con l'umanesimo di Tolstoj, le teorie di Lombroso, il viaggio in Cina e il trauma del terremoto del Kantô del 1923.