Libri di Stefano Caputo
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Significato. Dalla filosofia analitica alle scienze cognitive Caputo Stefano Barbero Carola - Carocci, 2018 - Studi Superiori
«Che cosa c'è in un nome?» si domanda Giulietta rivolgendosi a Romeo. E che cosa c'è in una frase? Le espressioni di una lingua sono entità fisiche percepibili che veicolano qualcosa che percepibile non è: significati, contenuti informativi che possono anche vertere su regioni dello spazio e del tempo lontanissime da chi le comprende. Una caratteristica che, a pensarci bene, ha dell'incredibile. La capacità di concepire e trasmettere significati e, con ciò, di descrivere e spiegare la realtà che ci circonda, impartire ordini, fare promesse, distingue noi umani da ogni altra specie vivente e ha contribuito in modo essenziale a renderci i signori incontrastati della Terra. Spiegare la natura del significato linguistico e la nostra capacità di capirlo è dunque una sfida in cui ne va della comprensione di noi stessi come esseri umani. A questa sfida la filosofia analitica del linguaggio e le scienze cognitive hanno offerto contributi fondamentali di cui questo libro fornisce un quadro chiaro, completo e aggiornato.
Verità Caputo Stefano - Laterza, 2015 - Biblioteca Essenziale Laterza
A volte la temiamo e la fuggiamo, più spesso la desideriamo e la ricerchiamo. La verità ci interessa. Ma che cos'è?
Fattori di verità Caputo Stefano - Alboversorio, 2006 - Labont
Perché è vero che quella rosa è rossa? Una risposta naturale sembra essere: poiché quella rosa è effettivamente rossa; poiché le cose stanno in questo modo! I filosofi che sono stati particolarmente colpiti da questo carattere della verità hanno detto che la verità è oggettiva; altri, con termine più altisonante, che essa è fondata dalla realtà. Questa intuizione potrebbe riassumersi con lo slogan: se una cosa è vera, allora ci deve essere qualcosa che la rende tale. Un fattore di verità è un'entità che rende vera una cosa vera. Ma che cos'è il rendere vero? E che cosa significa fondare l'essere in qualche modo (vero, giusto, rosso, annoiato) di qualcosa? In secondo luogo: quali ragioni abbiamo per credere che debbano esserci fattori di verità?