Libri di Bossi Carlo
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Ho dato fuoco alla metro gialla Bossi Carlo - Bookabook, 2020 - Narrativa
Milano, 2019. In una società cieca e sorda ai bisogni dei più e alla sofferenza del pianeta, mandata avanti dall'egoismo e dalla distrazione come obiettivo quotidiano, tre universitari, stagisti usa e getta, decidono di farsi finalmente ascoltare, a tutti i costi. Il modo migliore per attirare i riflettori della politica e dell'opinione pubblica? Dare fuoco alla metro gialla, nel giorno delle elezioni. Basta sottomissione, basta ipocrisie. Un sacrificio necessario, crudo e veloce. Tutto procede secondo i piani, fino a quando la Contessa, stagista-capo terrorista, viene scoperta dal suo tutor, Claudio, trentenne in crisi esistenziale, che passa il tempo tra cannette, limoni occasionali, citazioni di Brecht, attacchi di panico e musica indie. All'improvviso sente di avere una missione: deve fermarla. Salvare lei. Salvare Milano. Ma un dubbio gli si insinua nel profondo... la Contessa ha davvero torto?
Rapito. Quaranta giorni con i ribelli. Una vita nelle mani di Dio Bossi Giancarlo - Emi, 2007 - Vita Di Missione
Nei quaranta giorni con i ribelli sull'isola di Mindanao, nelle Filippine, padre Giancarlo Bossi, missionario del Pime, ha ripensato spesso alla sua storia e alla sua vocazione. E si è domandato il senso dell'esperienza che stava vivendo. Perché il sequestro? Che posto aveva nel disegno di Dio? Perché proprio a lui?Questo libro non è solo la cronaca dei giorni drammatici vissuti nelle mani dei rapitori, ma soprattutto il racconto di una vita affidata nelle mani di Dio. Fino al punto di leggere negli eventi drammatici di cui è stato protagonista un rinnovato invito a proseguire sulla via del dialogo e a "lasciarsi rapire dagli ideali". Il ritratto di un missionario abituato ad agire nel silenzio, che è divenuto improvvisamente il portavoce di tanti che operano nel nascondimento al servizio del Vangelo e dei poveri."Sono stato felice di accompagnare Giancarlo Bossi al suo ritorno a Payao dopo la liberazione. E stato commovente. Ha abbracciato tutti, uno per uno, li chiamati tutti per nome. Quando ha parlato dall'altare, ha detto: "Io sto qui perché vi amo". E poi: "Ricordatevi che siamo tutti fratelli. Io ho già perdonato i miei rapitori, fatelo anche voi". (Pino Scaccia, inviato TG1)