Libri di Carla Casagrande
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La filosofia in Italia al tempo di Dante Casagrande Carla Fioravanti Gianfranco - Il Mulino, 2016 - Le Vie Della Civiltà
Tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento la filosofia fece ritorno in Italia dopo un'eclissi durata più di settecento anni. Decisiva fu l'apertura a Bologna dei nuovi corsi di logica e filosofia per gli studenti di medicina. I maestri che vi insegnavano si dichiaravano philosophi e della philosophia difendevano l'autonomia rispetto alle altre scienze. Il libro racconta la storia di questa straordinaria e fortunata stagione culturale, ricostruendo il mondo intellettuale di filosofi, medici, letterati e predicatori che agivano in un paesaggio cittadino vivace e complesso, tra aule universitarie, corti signorili e biblioteche conventuali.
I sette vizi capitali. Storia dei peccati nel Medioevo Casagrande Carla Vecchio Silvana - Einaudi, 2000 - Saggi
In età medievale i vizi capitali furono oggetto di una riflessione talmente ampia che analizzarne oggi la storia consente di intersecare numerosi aspetti della cultura dell'epoca e di fornire uno spaccato della società nel suo complesso. L'analisi si basa su fonti di natura diversa. Arricchisce il testo un dossier iconografico, accompagnato da un saggio di Baschet che ripercorre il diffondersi del tema dei sette vizi capitali attraverso le arti figurative.
Passioni dell'anima. Teorie e usi degli affetti nella cultura medievale Casagrande Carla Vecchio Silvana - Sismel, 2015 - Micrologus Library
Gioia, dolore, timore, speranza, ma anche amore, odio, desiderio, ira, vergogna sono temi ricorrenti nella cultura medievale. La riflessione medievale sull'affettività si inserisce infatti all'interno di un paradigma segnatamente marcato dall'avvento del Cristianesimo: le passioni umane, legittimate dalla figura di Cristo, un Dio che si fa uomo assumendo dell'uomo anche la dimensione affettiva, e che salva l'uomo attraverso la sua stessa Passione, acquistano un senso e un valore del tutto estraneo alle tradizioni filosofiche antiche. Tale irriducibile "diversità" attraversa tanto l'elaborazione di veri e propri sistemi di passioni, costruiti sullo sfondo delle diverse concezioni dell'anima elaborate nel corso dei secoli, quanto l'inevitabile ricaduta etica di tali teorie e la discussione sullo statuto degli affetti in relazione ai vizi e alle virtù; ma soprattutto si manifesta in maniera trasparente in una vera e propria pedagogia degli affetti, che attraverso il buon uso delle passioni punta alla realizzazione del bene ultimo e della vera felicità dell'uomo.