Libri di Roberta Castoldi
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La formula dell'orizzonte Castoldi Roberta - Animamundi Edizioni, 2022 - Cantus Firmus
Dopo quindici anni di silenzio, torna in libreria una delle voci più originali e nitide della poesia contemporanea italiana, quella di Roberta Castoldi. La formula dell'orizzonte è legato a un tempo e un luogo - l'estate, un'isola del Mediterraneo - e a una condizione dell'anima a cui si accede per un forte innamoramento che produce perdita, svista e dimenticanza. Il libro contiene la silloge omonima, dettata dall'intuizione dell'orizzonte, punto di arrivo e luogo irraggiungibile, consolazione dello sguardo e esercizio di assenza, e l'esordio poetico dell'autrice, La scomparsa, edito nel '99 con un'introduzione di Franco Loi e ora arricchito da sette testi precedentemente esclusi. "Se mi penso / è lasciarmi spopolata. / Un esercito disarmato da uccelli", scrive l'autrice, lasciando che il proprio io si apra a una forma di primordiale e plurale presenza. Con fotografie dell'artista corso Dominique Degli Esposti.
L'aria che passa. Conversazioni con Franco Loi Castoldi Roberta - Animamundi Edizioni, 2024
Tre pomeriggi milanesi con il poeta Franco Loi (1930-2021), maestro e amico, sciamano e uomo. Un ritratto che affiora in conversazioni impalpabili, in forma di soffio, dove appaiono intimità e lontananze, luci, case, strade, affetti, vite passate e presenti. "Franco apre la porta, mai del tutto. Un angolo. La linea del suo corpo appare verticale. Indossa una vestaglia grigia, di tessuto morbido e spesso. «La metto per il gatto». «Per non riempire di peli i vestiti?» - sotto, veste di scuro. «No. Per proteggermi dalle unghiate». È un'armatura. Anche lei piena di luce".
Il bianco e la conversazione Castoldi Roberta - Marietti, 2007 - La Sabiana
La voce del poeta si riconosce, tra l'altro, perché crea uno spazio speciale. Ogni voce autentica ci rende presente il mondo in una luce particolare, sotto le volte di un'architettura nuova. Non si confonda l'esiguità del dettato di Roberta Castoldi con una delle tante forme di gioco al ribasso, di esercizietto che oggi vengono spesso scambiate per poesia. No. Qui siamo di fronte a un'asciuttezza architettonica, a un misuratissimo, e perciò concentrato e dispendioso lavoro di disposizione dello spazio, come di sé nel destino. Una radicale riscoperta del mondo. Non è minimalismo la gentile e a volte tagliente attenzione dell'autrice ai particolari del vivere, ai fotogrammi di esistenza o ai movimenti segretissimi. Piuttosto, secondo la lezione di alcuni autori - come l'amato Ponge, ma senza la sua disincarnata beatitudine - l'avventura di scoprire quali orizzonti interi, quali visioni o quali improvvise epifanie si aprano nella percezione drammatica dei dettagli dei giorni. Sospesi come sono, in lotta tra il prevalere del bianco di assenze immedicabili o di conversazioni che accedono alla sorpresa dell'amore e la custodiscono. Una poesia di trauma e pazienza, che ci dona una sfida anche stilistica tra le più originali del momento, tra le più concentrate e libere.