Libri di Alessandro Cavicchia
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Il dono della speranza. Per attraversare la pandemia, e non solo Cavicchia Alessandro - Ts - Terra Santa, 2021
Accompagnata e amplificata da uno "tsunami" mediatico, la pandemia da Covid-19 ha reso comune e perfino globalizzato il trauma affettivo, psicologico e religioso che ogni malattia e la morte portano con sé e che è di solito vissuto in una amara solitudine. A partire dalla passata esperienza accanto ai malati come cappellano d'ospedale ("l'indimenticabile sguardo dei malati"), l'Autore rilegge la testimonianza di Francesco d'Assisi, che si sentì condotto dal Signore incontro ai lebbrosi vedendo trasformato il proprio vissuto di amarezza "in dolcezza di anima e di corpo", e invita a un percorso umano e di fede radicato nella Bibbia che, nelle estreme condizioni di fragilità che la malattia impone, può mantener vivo il fuoco della speranza e della gioia.
Le sorti e le vesti Cavicchia Alessandro - Pontificia Univ. Gregoriana, 2010 - Tesi Gregoriana. Serie Teologia
Una tunica contesa: "di chi sarà"? (Gv 19,24). La domanda tra un drappello di soldati che si giocano a sorte le vesti di un condannato a morte resta sospesa, come se fosse un gesto ovvio e insignificante. Eppure, tale disputa è solo il riflesso del conflitto ben più rilevante, giocato sull'identità di Gesù Nazareno. In Gv 19,23-24, la scena è considerata l'"adempimento" del Sal 22(21),19, che presenta un episodio del tutto simile: qui, le vesti spartite a sorte esprimono lo status personale, sociale e religioso dell'orante, che dal pericolo mortale "passa" alla manifestazione del Nome divino ed al culto universale (cf. vv. 23-32). Più che un caso isolato vi si scorge la funzione d'Israele medesimo nel cosmo. Nei mss. di Qumran, il Sal 22 è stato re-interpretato in alcuni Inni (cf. 1QHa) e le vesti ma, soprattutto, le sorti esprimono il senso deterministico-dualistico della storia (cf. 1QS, CD), indicando il posto dell'uomo nel cosmo e coinvolgendo, talvolta, figure messianiche (cf. 11QMelch). Nella rilettura giovannea del Sal 22(21) e in Gv 19,23-24, dunque, il simbolismo delle sorti e delle vesti manifesta l'identità e la posizione di Gesù Nazareno nel cosmo: Egli è l'unigenito Verbo incarnato nella discendenza d'Israele, Re-messia che mediante il suo corpo israelita consegnato alla morte e glorificato, istituisce il culto universale e partecipa all'umanità il suo rapporto filiale con Dio.