Libri di Giancarlo Coccia
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Non era ancora jazz. Storie, suoni, culture all'origine della musica afroamericana Coccia Giancarlo Vincenzo - Florestano Edizioni, 2025 - Ipotesi Di Studio
La storia del jazz è la storia del nostro tempo. Quella adottata in questo libro è una prospettiva capace di tenere insieme musica ed etnografia, storia e antropologia, e di gettare luce sulle radici di un fenomeno che ha cambiato per sempre la fisionomia del mondo. Partendo dall'incontro tra le culture dei popoli schiavizzati e quelle dei colonizzatori europei si assiste alla nascita di una nuova identità, quella americana, il cui sviluppo risulta legato proprio alla presa di coscienza del suo carattere plurale e cangiante. Dalle work songs alle bande da parata di New Orleans, dal minstrel show al ragtime, i tratti delle diverse culture si legano e si scontrano dando vita a innumerevoli forme di espressione artistica, unite da un bisogno di comunicazione e condivisione che si fa tutt'uno con il sentire di un popolo oppresso. «Senza jazz, non ci sarebbe coscienza. Senza jazz, non ci sarebbe ricerca di verità. Senza jazz, non ci sarebbe forse neppure desiderio di giustizia», scrive Valentina Lo Surdo nella sua prefazione: perché la vicenda dello schiavo afroamericano che, emarginato e schiavizzato, costretto al lavoro più disumanizzante, intona canti di riscatto, è la parabola dell'umanità tutta, di un'arte che si fa non semplice specchio ma sublimazione del dolore e dell'ingiustizia. E in quanto tale è una vicenda che continua a ispirarci e ad arricchirci, non solo in quanto appassionati di musica, ma in quanto esseri umani.
Teatrino africano. Racconti attorno al fuoco di un bivacco Coccia Giancarlo - Altaforte Edizioni, 2020
Il filone hollywoodiano straripa di storie di un'Africa che non esiste più o, forse, non è mai esistita. Agli occhi di un Occidente ingenuo, ancora innamorato dell'idea del buon selvaggio incorrotto e incorruttibile, il continente africano continua ad essere una terra di romantiche avventure e anime candide sullo sfondo di un paradiso naturale.Ma è davvero così? Giancarlo Coccia ci mostra un'altra Africa, quella cruda, violenta, impenetrabile anche a chi, innamorato non corrisposto, a questa terra ha dedicato tutta la sua vita. Un quadro disincantato raccontato da un palcoscenico su cui si muovono, attori loro malgrado, figure come quella della mamibi trevigiana Kuki Gallmann, di Robert Ruak, Almerigo Grilz o, ancora, Matzangainisse, Giulio Andreotti e tanti altri. Sullo sfondo, come una scenografia, le guerre civili, le lotte per il potere e gli spazi infiniti di un'Africa mai raccontata, sporca del sangue di chi qui ha trovato la fine del suo trilho, il suo sentiero, ma ancora con tanto, troppo da raccontare.