Libri di Sandra Covino
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Giacomo e Monaldo Leopardi falsari trecenteschi. Contraffazione dell'antico, cultura e storia linguistica nell'Ottocento italiano Covino Sandra - Olschki, 2009 - Biblioteca Dell'«Archivum Romanicum»
L'opera inquadra i falsi medievali di Giacomo e Monaldo Leopardi nella più ampia cornice delle contraffazioni ottocentesche, indagandone aspetti linguistici, precedenti storici e moventi ideologici. Attraverso il tema dell'arcaismo e delle falsificazioni testuali, l'autrice mette a fuoco la dialettica fra tradizione e innovazione in una fase cruciale della nostra storia linguistica e i legami tra cultura italiana e cultura europea in un'epoca pervasa dal "mito delle origini".
Linguistica e nazionalismo tra le due guerre mondiali Covino Sandra - Il Mulino, 2019 - Percorsi
Il volume affronta il rapporto tra linguistica e nazionalismo, nel contesto italiano ed europeo, dai primi del Novecento al secondo dopoguerra. Presupposto dell'indagine è la forte potenzialità ideologica espressa dalle filologie moderne, il cui paradigma fondativo affonda le radici nella cultura romantica e nella correlata costruzione delle identità nazionali. Particolare attenzione è dedicata ad alcuni glottologi «austro-italiani», la cui riflessione civile sulla convivenza di comunità linguistiche diverse approdò, nella temperie sciovinista del primo conflitto mondiale, all'irredentismo massimalista e poi alla piena adesione al fascismo, fornendo un sostegno «scientifico» a rivendicazioni annessionistiche e a programmi di italianizzazione forzata di regioni di frontiera. Lo studio sulle lettere del carteggio D'Ovidio-Schuchardt risalenti agli anni 1915-1921, approfondisce un caso emblematico del prevalere della passione patriottica anche tra cultori delle scienze del linguaggio che pure avevano aperto la strada alle ricerche sul contatto e la mescolanza linguistica. Riflettere oggi sui condizionamenti politici subiti dalla linguistica nell'età dei nazionalismi e dei totalitarismi novecenteschi può contribuire a contrastare la manipolazione ideologica del binomio lingua-identità e quella retorica dei populismi che, anche all'interno dell'UE, sembra infondere nuova linfa all'antagonismo dei vecchi stati nazione.