Libri di Giovanna Cuce
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Il fazzoletto di Lenin Cucè Giovanna - All Around, 2024 - Baobab
Corre Valentino Maliscev, tra le spighe pronte per la mietitura e gli scorci turchesi del mare immobile. Mariupol, Ucraina. Il granaio d'Europa sfama i suoi abitanti e tutti quei forestieri venuti a cercare fortuna, italiani soprattutto, come i Bruzzone, Valentino e la sua famiglia: da piccoli contadini sulle colline di Genova a proprietari terrieri nella Russia zarista. La Rivoluzione d'ottobre li spoglia di ogni bene, costringendoli in un kolchoz, fattorie collettive in cui si consumano sacrifici e sogni. Il nome dei genitori di Valentino - bambino "nemico del popolo" - finisce negli elenchi delle purghe staliniane: il padre ucciso, la madre in un ospedale psichiatrico. Valentino vivrà anche gli orrori di un campo di concentramento nella Germania nazista, la guerra e la Liberazione, il ritorno in Italia e poi nell'Urss, alla ricerca di un fratello e di sé stesso. La storia di un uomo che ha attraversato la Storia.
Io sono Rita. Rita Atria: la settima vittima di via d'Amelio Cucè Giovanna Furnari Nadia Proto Graziella - Marotta E Cafiero, 2022 - Le Lucciole
Trent'anni dopo, un libro-inchiesta ricostruisce la storia di Rita Atria, abbandonata dalle Istituzioni, le stesse che avrebbero dovuto prendersi cura di lei. "Farò della mia vita anche della spazzatura, ma lo farò per ciò che io sola ritengo conveniente", scriveva Rita alla sorella nell'ultima lettera, qui pubblicata per la prima volta. Sola, con il coraggio dei suoi 17 anni, si mette contro la mafia partannese affidandosi al giudice Paolo Borsellino, consapevole della fine che le sarebbe potuta toccare. Il 26 luglio 1992, una settimana dopo il massacro di via d'Amelio, Rita sarà indirettamente la settima vittima di quella stessa strage. Dagli archivi polverosi di tribunali e procure le autrici faranno emergere ciò che il lettore non ha mai saputo.
Rita Atria, la settima vittima di via D'Amelio Cucè Giovanna Furnari Nadia - Mesogea, 2026 - Petrolio
Il 26 luglio 1992, una settimana dopo la strage di via D'Amelio in cui viene assassinato il giudice Paolo Borsellino, Rita Atria - la diciassettenne che a lui e alle sue sostitute procuratrici aveva raccontato i segreti della mafia di Partanna - muore a Roma, precipitando da un balcone del civico 23 di viale Amelia. La sua tragica morte viene archiviata come suicidio, ma la verità rimane oscurata da troppe ombre, troppi dubbi, troppe contraddizioni e omissioni. Parte da qui l'incessante lavoro di ricerca delle autrici di questo libro-inchiesta - in una nuova edizione ampliata e aggiornata dopo la precedente pubblicazione per Marotta&Cafiero - che ricostruisce sulla base di ulteriori documentazioni d'archivio e testimonianze la storia di Rita Atria non solo come una 'storia di mafia', ma come una storia emblematica di abbandono da parte delle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerla. "Un abbandono di Stato" che fa della giovane la settima vittima indiretta della strage di via D'Amelio e che rende impossibile considerare la sua scomparsa un caso chiuso. Questo libro intende contribuire a riaprirlo. Per rendere giustizia a Rita; per non vanificare l'impegno di chi ha lottato e lotta autenticamente contro le mafie.