Libri di Gino Daniele
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Pensando pensando Daniele Gino - L'autore Libri Firenze, 2013 - Biblioteca 80. Narratori
Pensando pensando - L'Autore Libri Firenze
La marcia del Davai. I gulag in Russia. Storia dei prigionieri italiani in Russia (1941-1946) Daniele Gino - L'autore Libri Firenze, 2010 - Biblioteca 80
Gino Daniele, con una prosa asciutta e allo stesso tempo ricca di pathos, ripercorre la propria scioccante esperienza vissuta durante la seconda guerra mondiale all'interno dei campi di concentramento russi, i tristemente famosi "gulag". Dal campo di prima accoglienza "n. 56/6" ai vari trasferimenti, fino alla definitiva destinazione nella Repubblica Usbeka nei pressi della cittadina Bigovathe, il lettore rivive così le tappe di un calvario che per molti nostri giovani connazionali ebbe una drammatica fine e al quale il nostro riuscì invece a sopravvivere grazie alla forza di volontà e allo spirito di adattamento alle impossibili condizioni di vita, fino al tanto sperato rientro in patria, dopo 4 anni di atroci sofferenze. Un diario che è anche un monito per le nuove generazioni, affinché rinneghino e si oppongano con forza all'ideologia della guerra e alle barbarie che da sempre l'accompagnano.
Il ritorno della memoria Daniele Gino - Gruppo Albatros Il Filo, 2011 - Nuove Voci
Gino Daniele si racconta in queste pagine, ripercorrendo la sua vita dall'infanzia, felice e spericolata, no alla tragedia della guerra e alla prigionia nei gulag. Nella prima parte del libro si susseguono immagini gioiose e colorate della bella Calabria e della sua natura. L'autore ricorda i tempi in cui, incosciente, si addentrava nei boschi ad ammirare il Creato e ad ascoltare il rumore del silenzio, arrampicandosi sugli alberi e trovando animali da allevare. Poi passa al racconto della guerra, non dimenticando i particolari storici e politici del tempo e la grande forza d'animo che gli ha fatto superare le più atroci difficoltà. Dal libro emerge una costante forza e voglia di vivere. Un ottimismo contagioso, che gli ha salvato la vita quando era nei gulag, e che lo caratterizza ancora oggi. Lo scrittore ha saputo conservare il bambino che, sempre, è dentro ognuno di noi.