Libri di Rodogno Davide
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Contro il massacro. Gli interventi umanitari nella politica europea 1815-1914 Rodogno Davide - Laterza, 2012 - Quadrante Laterza
Davide Rodogno esamina l'emergenza di una pratica d'intervento nei conflitti, chiamata intervento d'umanità o intervento umanitario a livello internazionale, dalla caduta di Napoleone sino alla prima guerra mondiale. Contrariamente al luogo comune che vuole che gli interventi umanitari siano un'invenzione recente, Rodogno dimostra che la loro storia risale ad almeno due secoli fa quando, sotto l'egida di un sistema internazionale chiamato il "Concerto europeo", le grandi potenze europee si sono arrogate il diritto morale e la legittimità politica di intervenire per salvare popolazioni straniere vittime di massacro, atrocità e sterminio. I casi di intervento riguardano specificamente popolazioni cristiane vittime di violenze commesse da regimi "barbari", come quello turco, che violavano gravemente "il diritto alla vita". Rodogno esplora la percezione politica, legale e morale che gli europei svilupparono dell'impero ottomano e le ragioni per le quali quest'impero fu escluso dalla cosiddetta "famiglia delle nazioni". Un'analisi storica inedita di questa pratica internazionale controversa e delle sue conseguenze sulle popolazioni civili.
Il nuovo ordine mediterraneo. Le politiche di occupazione dell'Italia fascista in Europa (1940-1943) Rodogno Davide - Bollati Boringhieri, 2003 - Nuova Cultura
Con un drastico spostamento del punto di vista abituale - dalla storia della Resistenza in Europa alla storia delle politiche di occupazione - Rodogno dimostra qui l'esistenza di un «progetto imperiale» fascista di dominazione del Mediterraneo: un progetto fondato sul ruolo centrale di Mussolini, capo carismatico di un regime totalitario, ma anche sul contributo rilevante degli organi civili e militari che ebbero la responsabilità di coordinarlo e attuarlo. Dopo aver illustrato il rapporto italo-tedesco - essenziale per comprendere le vicende che ebbero luogo nei territori occupati - l'opera mette in luce l'ideale fascista dell'«ordine nuovo» in un dopoguerra vittorioso, delinea il profilo degli italiani «conquistatori» ed esplora l'influenza dell'ideologia fascista, la percezione delle popolazioni civili, i processi d'interiorizzazione e di pratica della violenza. Nella seconda parte è approfondito sia l'aspetto delle relazioni tra autorità occupanti e governi dei territori occupati, sia lo sfruttamento economico, tema sul quale la storiografia italiana è in notevole ritardo rispetto a studi analoghi riguardanti il nazismo. È quindi analizzata l'italianizzazione coatta delle province annesse e - fatto generalmente ignorato - l'albanizzazione del Kossovo e della Macedonia occidentale. Lo studio della collaborazione e della repressione consente infine di operare una inedita ricognizione sui campi di concentramento per civili nei territori occupati, e soprattutto una revisione critica della controversa questione della politica nei confronti degli ebrei e dei rifugiati: gli italiani spesso non furono la «brava gente» dipinta da uno stereotipo ancor oggi radicato, e gli ebrei non consegnati alle autorità tedesche, croate o francesi che ne fecero richiesta, furono una minoranza, e non già persone salvate o protette, ma ostaggi delle decisioni di un regime agonizzante e delle difficili relazioni tra il junior e il senior partner dell'Asse.