Libri di Cur De Castris
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Naples fait revivre la grande scène-Naples Relives the Grand Stage-Napoli rivive la grande scena. Ediz. multilingue De Ruvo F. (Cur.) Mazzaro A. M. (Cur.) De Castris P. L. (Cur.) - Artem, 2026
Oltre 1.280 costumi teatrali, un viaggio lungo quasi un secolo nel panorama musicale e teatrale europeo: Napoli ha rappresentato col Teatro di San Carlo, nel XVIII e nel XIX secolo, un vertice assoluto della produzione musicale, teatrale, di scenografia e di costumi. I "figurini" dei maestri scenografi e costumisti testimoniano, insieme alla creatività legata agli spettacoli, le coordinate organizzative e sociali del "sistema teatrale" dell'epoca, inclusi i rapporti professionali con i committenti e la censura. Prende forma la storia delle rappresentazioni napoletane tra il XVIII e il XIX secolo, grazie al corpus documentale unico del Fondo Rocco Pagliara dell'Università Suor Orsola Benincasa. Alla vasta selezione di disegni in esposizione si ispirano i costumi spettacolari, realizzati per l'occasione da una interprete tra le più autorevoli per la storia contemporanea del costume in Italia, Odette Nicoletti.
I crocifissi di Orsola. Sculture in legno e devozione nella Napoli tra Cinque e Seicento De Castris P. L. (Cur.) - Artem, 2025
Orsola Benincasa (1547-1618) si ritira a fine Cinquecento sulla collina di San Martino per fondare dapprima una congregazione laica di vergini dedite alla preghiera e alla vita solitaria e poi un convento di monache teatine. Dalla sua religiosità, caratterizzata da estasi e visioni mistiche, dalla sua devozione per il Crocifisso e l'Immacolata, hanno origine le sculture in legno e le altre immagini commissionate per le celle, le chiese e l'"eremo", in parte ancora conservate nella Cittadella monastica oggi sede dell'Università Suor Orsola Benincasa e restaurate nel corso degli ultimi anni. Il capitolo delle sculture in legno intagliato, dipinto e dorato non è peraltro molto indagato della storia dell'arte napoletana, malgrado il livello eccezionale di qualità documentato dalla diffusione di questa cultura, tra Cinque e Seicento, in tutto il Meridione, in Sicilia, in Sardegna, in Spagna e nelle colonie. I Crocifissi e le altre sculture in legno provenienti dalla Cittadella di Suor Orsola raccontano dunque una doppia storia: da un lato la funzione e l'utilizzo delle immagini di culto in una congregazione di donne nella Napoli della Controrifoma, dall'altro il rapido successo commerciale e la trasformazione della scultura meridionale in legno alla luce di queste esigenze devozionali, da uno stile ancora manierista a un linguaggio di maggiore compostezza, classicità e verosimiglianza.
Sculture lignee e devozione nell'Italia meridionale spagnola tra Cinque e Seicento De Castris P. L. (Cur.) - Artem, 2026
Un panorama aggiornato sulla scultura in legno tra Italia meridionale e Spagna, nel periodo a cavallo tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento. Sono gli anni in cui Orsola Benincasa stava facendo costruire e decorare la chiesa e il monastero della Congregazione da lei istituita, commissionando ad alcuni dei maggiori scultori attivi in città - in primis il napoletano Aniello Stellato e il poliedrico pittore e scultore siciliano Giovan Bernardino Azzolino - numerosi Crocifissi, statue di Madonne e di Santi. A partire da questo corpus cruciale, grazie anche al crescente interesse verso questo ambito artistico e alla scoperta di nuovi documenti d'archivio, prende forma un bilancio critico sui principali intagliatori attivi a Napoli e nel viceregno in quegli anni, da Aniello Stellato a Giovan Battista Gallone, da Pietro Quadrado a Giovan Battista Ortega. Completano l'indagine approfondimenti puntuali sulle tecniche e i materiali impiegati, sui costi di produzione delle opere, insieme a una ricognizione sistematica delle sculture lignee in un contesto non religioso, come l'unico soffitto cinquecentesco superstite in Castel Capuano a Napoli