Libri di Valentina De Santi
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Viaggi e scienza in territorio ligure. Dai naturalisti settecenteschi a Giovanni Capellini (1833-1922) De Santi Valentina - Franco Angeli, 2022 - Scienze Geografiche
Giovanni Capellini (La Spezia 1833-Bologna 1922) è figura importante del mondo scientifico ottocentesco. Sulla sua opera è stato scritto molto anni addietro, mentre in tempi più recenti sono stati assai limitati gli studi che lo riguardano, se si escludono "i lavori in corso" in occasione del centenario della morte. In questo libro, fondato soprattutto sulla ricchezza delle fonti scritte, edite e in parte inedite, che Capellini, autore fecondissimo, ha lasciato, si è riletta la sua produzione scientifica dal punto di vista geografico. L'intenzione della ricerca che ha fondato il volume era di scoprire il suo apporto di naturalista alle conoscenze geografiche in generale e in particolare del Levante ligure, contesto che ha consentito ad alcuni studiosi di parlare dell'esistenza di una tradizione scientifica naturalistico-geografica spezzino-lunigianese. Riflettendo sul concetto di viaggio e sulle connessioni fra pratiche di osservazione di terreno effettuate nell'ambito delle scienze naturali nascenti e saperi geografici, il lavoro si divide in due parti. La prima ricostruisce il panorama (di lungo periodo: XVIII-XX secolo) degli autori che, a partire da fine Settecento, hanno percorso il territorio spezzino rilevandone le peculiarità naturalistiche. Si tratta di studiosi significativi (Lazzaro Spallanzani, Giovanni Targioni Tozzetti e molti altri) che dalle loro esplorazioni hanno derivato un importante insieme di documenti utili anche per la conoscenza della configurazione e della storia del territorio in questione. La seconda parte ripercorre le tappe della vita di Giovanni Capellini, ricostruendone dapprima la formazione e la carriera quale professore di geologia dell'Università di Bologna (1861) e, successivamente, l'impegno scientifico fondato sulla ricerca di terreno e sulla pratica del viaggio tanto in ambienti vicini quanto in terre lontane. I viaggi di Capellini consentono di analizzare lo sguardo dell'autore che, se è prima di tutto scienziato e naturalista, rivela una complessiva attenzione al territorio spezzino, coinvolto alla sua epoca in grandi trasformazioni urbanistiche, con interessanti considerazioni dal punto di vista della salvaguardia. Sono aspetti che fanno di Capellini, importante rappresentante del mondo scientifico del suo tempo ma non abbastanza conosciuto in campo geografico, un autore da prendere in considerazione sia a riguardo della geografia dell'ambiente sia per le intuizioni relative alla tutela paesaggistica.
Roma 1849. Un'iconografia inedita della città. Il plastico dell'assedio francese De Santi Valentina - Artemide, 2026 - Piante Di Roma
La pubblicazione ha come oggetto di studio il Plan-relief du siège de Rome (plastico dell'assedio francese di Roma), realizzato tra il 1849 e il 1852 nel quadro della tradizione militare francese di plastici di piazzeforti e conservato oggi, solitamente smontato e in casse, al Musée des plans-reliefs di Parigi. Il plastico è costituito da 9 blocchi in legno modellati seguendo la configurazione topografica del territorio. Occupa un'area di 16 m2 (misura m 4.33×4.17) ed è alla scala di 1/600. L'area miniaturizzata dal plastico racchiude i luoghi in cui si sono concentrate le operazioni dell'assedio voluto da Napoleone III in favore di papa Pio IX, operazioni che hanno portato alla presa della città il 4 luglio 1849 e alla fine della Repubblica romana. La porzione di città rappresentata racchiude: a nord-est, sulla riva sinistra, una piccola porzione della zona del Ghetto (Rione Sant'Angelo) con il teatro Marcello; scendendo a sud il rione Ripa con l'Aventino e Testaccio; sulla riva destra, attraversata l'isola tiberina, il rione Trastevere e il Gianicolo. Un paesaggio allora prevalentemente coltivato sia nell'area del Testaccio, sia nella zona di Monteverde. Il Gianicolo, luogo chiave nella strategia di assedio francese, è rappresentato con tutte le ville, i giardini e gli insediamenti presenti intorno a Porta S. Pancrazio. Il Plan-relief du siège de Rome è il risultato di un insieme raffinato di tecniche e di linguaggi che si fondono nella figurazione offerta dal plastico, sintesi di informazioni cartografiche e volumetriche e di informazioni storiche e paesaggistiche. Questa unicità spinge ad interrogarsi su questa molteplicità di linguaggi topografici e sulla cultura geografica e storica dell'epoca. La pubblicazione si prefigge di rendere noto a un più vasto pubblico tale patrimonio, pressoché inedito, proponendo una riflessione in prospettiva storico-cartografica sui suoi linguaggi, sulle sue fonti e sui suoi usi.