Libri di Mario Dell Acqua
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La salita delle croci. «Salernum»: strutture dello spazio antropico 1. Ediz. illustrata Dell'acqua Mario - Marlin (Cava De' Tirreni), 2016 - Il Tuffatore
Due documenti del Codex Diplomaticus Cavensis (X sec.) riportano una lite giudiziaria tra il monastero di S. Massimo e quello di S. Lorenzo. I documenti descrivono la lite insorta per la giusta ripartizione dell'acqua incanalata del ribus/austini in una località esterna alla città denominata mons Berelais. Il termine Berelais definisce un luogo della Salerno medievale dove nella tarda antichità esisteva un anfiteatro. Già Erchemperto, nella "Storia dei longobardi", usa il termine Berelais per l'anfiteatro dell'antica Capua. A Salerno mons Berelais è anche la traccia linguistica della forma accidentata della città, caratterizzata nella parte alta da ripe, salti e valloncelli, ed è il luogo che si raggiunge con la ripida scala della salita delle Croci. La riscoperta di questi luoghi, con l'aiuto di un accurato rilievo planimetrico, propone nuove ipotesi interpretative della città. Salernum, una città montuosamente marina, rivela una forma urbana strettamente legata al sito ed alla trasformazione, nel tempo, delle sue strutture edilizie. Il fenomeno, controllato nella sintesi del disegno, appare meglio definito con la localizzazione, nel perimetro della sua storia, dell'anfiteatro, del teatro e del castrum.
Le torri di Guaiferio. Salernum: strutture dello spazio antropico Dell'acqua Mario - Marlin (Cava De' Tirreni), 2022 - Fuori Collana
Vi sono molte città che non hanno bisogno dell'analisi delle trasformazioni perché risolvono tutto il loro spessore nel presente, altre, invece, la richiedono per svelare la loro trasformazione offuscata da un presente disattento. Sono città dal fascino antico come Salerno che, nonostante le ferite del tempo, mostra, nell'aspetto contraddittorio e suggestivo, spazialità derivate da preesistenze antiche, dalla contenuta maestà delle architetture medioevali e dai registri colorati delle ristrutturazioni settecentesche. L'attraversamento di questa complessità si compie con una lettura del Centro Storico di Salerno in tre momenti: La forma della città; La città e il sacro; La metamorfosi della città. La ricerca ha trovato il suo compimento nel superamento delle antiche immagini simboliche della città e delle piante a proiezione urbanistica di matrice catastale, proponendo il disegno dei piani terra di tutti gli edifici all'interno del perimetro del Centro Storico. Il disegno, allegato al volume in una tavola fuori testo, ha raggiunto, nei lunghi anni di elaborazione, uno stadio di rappresentazione che restituisce un'idea convincente del rapporto tra la realtà e la topografia urbana. Gli scritti, arricchiti con verifiche di fonti archivistiche, riferimenti letterari, settanta disegni di analisi e trenta immagini fotografiche, restano a commento di un pregevole lavoro che privilegia le matrici tipologiche per il riconoscimento dei tessuti edilizi. E racconta la città come luogo carico di forme dai tratti originari che si alternano ad altrettanti deviati per usi e stratificazioni, fino all'ultima metamorfosi della Salerno postunitaria che acquisterà un carattere prodigioso nel territorio della memoria.