Libri di Roberto Di Bella
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Liberi di scegliere. La battaglia di un giudice minorile per liberare i ragazzi della 'ndrangheta Di Bella Roberto Zapelli Monica - Rizzoli, 2023 - Bur Saggi
La battaglia di un giudice minorile per liberare i ragazzi della 'ndrangheta. Violenza, onore, omertà. Sono questi i codici della 'ndrangheta. Le madri crescono i figli per consegnarli a un mondo fondato su questi valori, i figli sanno che un giorno dovranno fare il mestiere dei padri. Una catena familiare solida, affidabile. Roberto Di Bella, giudice minorile a Reggio Calabria, in venticinque anni ha processato prima i padri, poi i loro figli. E ha capito due cose. La prima è che la 'ndrangheta non si sceglie, si eredita. La seconda è che non voleva più stare a guardare. Bisognava dare a questi ragazzi una possibilità, mostrare loro un futuro fuori dalla criminalità, farli tornare liberi di scegliere. Un percorso faticoso e doloroso, ma che ha restituito a molti ragazzi la possibilità concreta di una vita diversa. Roberto Di Bella in queste pagine ci racconta come è maturata in lui questa scelta, le reazioni dei ragazzi, la collaborazione, inaspettata, di molte madri. Un'esperienza vissuta giorno dopo giorno che nel tempo ha dato vita a un protocollo oggi adottato in diverse realtà dentro e fuori dalla Calabria.
Il progetto Liberi di scegliere. La tutela dei minori di 'ndrangheta nella prassi giudiziaria del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria Di Bella Roberto Surace Giuseppina Maria Patrizia - Rubbettino, 2019 -
Il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria è un piccolo tribunale di frontiera, crocevia di sofferenze e speranze nel quale si confrontano le vite di bambini, giovani, famiglie e povertà del territorio. Esaminare il rapporto tra i minori appartenenti a famiglie di 'ndrangheta (o comunque vicini a tali ambienti) e il concreto pregiudizio evolutivo subito, ha spinto l'Ufficio giudiziario ad approfondire i vincoli familiari e la loro incidenza disfunzionale sul processo formativo del fanciullo, definendo i limiti della discrezionalità educativa dei genitori. Per garantire il diritto dei minori a ricevere un'educazione responsabile, conforme ai valori costituzionali, si è creata una trama di solidarietà educativa che affianca i ragazzi nel cammino verso la loro 'libertà di scegliere'.
Liberi di scegliere. La battaglia di un giudice minorile per liberare i ragazzi della 'ndrangheta Di Bella Roberto Zapelli Monica - Rizzoli, 2019 - Saggi Italiani
Violenza, onore, omertà sono i codici della 'ndrangheta. All'interno delle famiglie rispettarli è un dovere che non si discute. Le madri crescono i figli per consegnarli a un mondo fondato su questi valori, i figli sanno che un giorno dovranno fare il mestiere dei padri. Una catena familiare che si tramanda solida, affidabile, generazione dopo generazione. Roberto Di Bella, giudice minorile a Reggio Calabria, in venticinque anni ha processato prima i padri, poi i loro figli. Sempre per gli stessi reati. Ha visto ragazzi che avevano ancora una luce nello sguardo procedere inesorabilmente verso una vita adulta fatta di violenza e carcere duro. E ha capito due cose. La prima è che la 'ndrangheta non si sceglie, si eredita. La seconda è che non voleva più stare a guardare. Bisognava dare a questi ragazzi una possibilità. Farli tornare liberi di scegliere. Mostrare loro altri mondi, altre vite, un futuro ritagliato sui loro sogni e non sulle richieste di una società criminale. E l'unico modo per farlo era allontanarli dalla Calabria, dalla ragnatela di ricatti, pressioni, allusioni che il loro nucleo familiare avrebbe messo in atto. Un percorso non sempre semplice, anzi, spesso faticoso e doloroso, ma che ha restituito a molti ragazzi la possibilità concreta di una vita diversa da quella segnata dal carcere e dalla violenza dei loro padri. Roberto Di Bella in queste pagine ci racconta come è maturata in lui questa scelta, le reazioni dei ragazzi, la collaborazione, inaspettata, di molte madri. Un'esperienza vissuta giorno dopo giorno che nel tempo ha dato vita a un protocollo oggi adottato anche in realtà diverse dalla Calabria.