Libri di Di Vita
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Il nome e la voce. Per una filosofia dell'inno Di Vita Nicoletta - Neri Pozza, 2022 - La Quarta Prosa
L'inno - il canto in onore degli dèi - è oggi per noi qualcosa di cosí estraneo e lontano, che dimentichiamo che esso è stato per secoli la forma per eccellenza della poesia. La scoperta davvero inedita di Nicoletta Di Vita è che un legame segreto unisce fin dalle origini l'inno alla filosofia dell'Occidente, che esso è stato cioè per il mondo classico la forma per eccellenza del pensiero. Una rigorosa indagine archeologica, che scavalca le false barriere fra le discipline - dalla storia letteraria all'antropologia, dalla linguistica alla scienza delle religioni - mostra cosí non soltanto che Empedocle, Aristotele, Cleante, Proclo e lo stesso Socrate hanno composto inni, ma che l'inno è, insieme al lamento, il luogo in cui l'uomo compie l'esperienza originaria del suo essere parlante. Nella nominazione del dio non è, cioè, semplicemente in questione un genere letterario, che ha caratteri costanti dagli inni omerici ai tardi inni di Hölderlin, ma l'evento stesso del nome, cioè di quell'elemento del linguaggio di cui Saussure diceva che non è possibile fornire una definizione. Il lettore che avrà seguito l'appassionante ricerca di Nicoletta Di Vita scopre alla fine che l'inno e il lamento sono ancora oggi le due vocazioni fondamentali dell'essere parlante, in cui l'uomo celebra e custodisce il suo stesso linguaggio, prova a dire lo stesso rapporto - sempre problematico e rischioso - fra le parole e le cose. L'inno è per questo «il piú prezioso esempio di filosofia».
Hostis, hospes. Lo straniero e le ragioni del conflitto Di Vita N. (Cur.) - Ist. Italiano Studi Filosofici, 2022 - Costellazioni
Che cosa unisce la figura dello straniero, la riflessione filosofica sull'alterità e la pratica storica del conflitto armato? Cosa significa "ospitare" e in che senso esso appare, nella nostra tradizione, inscindibile dal suo contrario? Perché, da Omero al nostro tempo, incontrare l'altro ha significato già sempre accoglierlo o respingerlo, farne un ospite o una figura ostile? E com'è stato possibile, per la tradizione occidentale, giustificare l'esercizio della guerra proprio sulla base del confine tra il proprio e l'estraneo? In questo volume, diciassette giovani studiosi si misurano con il nesso che, dall'età antica e fino al pensiero contemporaneo, lega l'idea di straniero a quella di conflitto. L'occasione di questo ampio lavoro collettivo è da ritrovare in due seminari organizzati nel 2019 dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici («Xenos. Lo straniero e le voci della città» e «La "guerra giusta" in età moderna. Fondamenti storici, filosofici e giuridici»).