Libri di Cristina Dorati Da Empoli Maria
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Pier Leone Ghezzi e il contesto artistico della prima metà del Settecento. Documenti d'archivio Dorati Da Empoli Maria Cristina - Viella, 2018
Questo studio si basa su fonti documentarie dell'Archivio di Stato di Roma e in parte anche dell'Archivio Segreto Vaticano. Protagonista è Pier Leone Ghezzi nella sua veste di pittore camerale e in virtù degli altri incarichi ottenuti dalla Camera Apostolica, nel corso della sua lunga vita. Al fine di ricomporre il contesto artistico e culturale romano della prima metà del Settecento si pubblicano anche documenti riguardanti artisti, lavori e personaggi dell'epoca. Nonostante la grave crisi finanziaria che colpì lo Stato Pontificio, con Clemente XI, Clemente XII e Benedetto XIV proseguirono i lavori di abbellimento artistico della città di Roma, che riuscì così a mantenere fino alla metà del secolo un ruolo predominante in Europa, attirando artisti, archeologi, musicisti e letterati.
Pier Leone Ghezzi. Un protagonista del Settecento romano. Ediz. illustrata Dorati Da Empoli Maria Cristina - Gangemi Editore, 2008 - Arti Visive, Architettura E Urbanistica
Viene qui ricomposta la poliedrica personalità di Pietro Leone Ghezzi con un'edizione critica delle sue "Memorie", con lo studio accurato delle preziose notizie con cui ha corredato le caricature della Biblioteca Vaticana e con l'inventario inedito della sua Biblioteca. Il volume, che include anche il catalogo completo delle sue opere, si pone quindi come uno strumento indispensabile per la ricerca su uno degli artisti più singolari e affascinanti della prima metà del Settecento.
Da un inventario manoscritto inedito secentesco. Un elenco dettagliato delle collezioni artistiche romane, prima della loro dispersione Dorati Da Empoli Maria Cristina - Quasar, 2026
Intorno all'inizio del 1683 un frate francese della Santissima Trinità, colto ed esperto di arte, con il suo piccolo libretto decide di visitare i palazzi e i luoghi di Roma, abitati soprattutto da cardinali, nei quali erano conservate le collezioni artistiche più importanti di quell'epoca. La dedica a papa Innocenzo XI Odescalchi fa pensare che il suo "inventario" doveva in seguito essere pubblicato, ma così non fu e restò manoscritto e inedito fino a quando l'autrice non lo ha reperito nel fondo manoscritti della Biblioteca Nazionale di Roma, che lo aveva acquistato nel 1901 dalla Biblioteca Corvisieri di Roma, che era stata messa in vendita in quel periodo. In questo studio l'autrice non si limita a trascrivere il suddetto inventario, ma lo integra con le guide antiche, sia anteriori che posteriori, seguendo, con note esaustive, le opere d'arte fino al momento della loro inevitabile vendita, dovuta al tracollo economico delle famiglie che le detenevano.