Libri di Farrel
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La pietra dei filosofi. Alchimia e ricerche segrete naziste, sovietiche e americane Farrel Joseph P. - Edizioni Mediterranee, 2020 - Biblioteca Dei Misteri
In questo libro l'autore Joseph P. Farrell conduce un'approfondita analisi tra antichi principi alchemici e teorie moderne. Il complesso di conoscenze pratiche, filosofiche ed esoteriche che va sotto il nome di alchimia, sviluppatosi nel mondo arabo e in Europa nel Medioevo, scomparve nel Rinascimento, con il sorgere del metodo sperimentale - pur continuando sottotraccia nelle società segrete del XVII e XVIII secolo - per riemergere nelle moderna chimica e fisica. Farrell è il primo che così acutamente mette in luce i legami che esistono tra le antiche pratiche alchemiche medievali e alcune teorie poco conosciute della fisica e chimica moderna. Analizzando approfonditamente le ricerche scientifiche compiute negli Stati Uniti, nell'Unione Sovietica e nella Germania nazista, Farrell ci svela i segreti del cosiddetto "oro monoatomico" di David Hudson, del "mercurio" ballotecnico sovietico e del "mercurio rosso" durante la paura nucleare degli anni Novanta, degli studi dell'astrofisico russo Nikolaj Kozyrev e del misterioso carburante usato per far funzionare la "Campana" nazista, il Siero 525. Questo libro è un affascinante percorso su poco noti e preoccupanti misteri del Novecento. Dalle ricerche di Farrell, la scienza moderna sembra convalidare molti di questi aspetti fondamentali dell'arte alchemica. Tra le più inquietanti speculazioni dello studioso americano c'è quella che i nazisti potrebbero essere stati più avanti di quanto si pensasse in generale, per quanto riguarda la creazione della bomba atomica.
Ugo Betti today. L'attualità di Ugo Betti. Atti del Convegno internazionale del Dip.to di italiano dell'University of Strathclyde (Glasgow, 24-25 aprile 2008) Farrel J. (Cur.) Musarra F. (Cur.) - Cesati, 2009 - Quaderni Della Rassegna
L'opera di Ugo Betti (1892-1953), poeta scrittore e drammaturgo, è pressoché sconosciuta al grande pubblico italiano. Le sue opere, durante la sua vita, sono sempre state accolte con riserve e incomprensioni. Negli anni giovanili il suo stile intimista lo rese inadatto al "teatro di massa" a cui aspirava il fascismo e successivamente, dopo la liberazione, il suo pensiero e il suo approccio estetico si scontrarono con una cultura filo-marxista le cui premesse erano ostili alla sua mentalità. Oggi le sue opere non fanno parte del repertorio di routine del teatro occidentale e i suoi drammi non vengono quasi più messi in scena, né in Italia né in altri paesi. Negli anni Cinquanta Betti fu introdotto sulla scena teatrale londinese assieme a Brecht e Beckett, ma se l'interesse per quest'ultimi è arrivato ininterrotto fino ad oggi e le loro pièces riprese regolarmente, Betti invece svanì dopo quel breve momento di fortuna. Gli studiosi presenti al Convegno hanno voluto riflettere proprio su questa dimenticanza. Ugo Betti merita tale oblio? È veramente uno scrittore inattuale o al contrario è in grado di porre e affrontare le questioni profonde che disturbano la pace interiore di uomini e donne anche del terzo millennio? Forse sarebbe sensato riconoscergli un posto di rispetto fra gli autori del Novecento, e non solo nel teatro.