Libri di Cur Franciosi
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Per un sacco di carbone. Ieri e oggi Franciosi L. M. (Cur.) - San Paolo Edizioni, 2024 - Attualità E Storia
8 agosto 1956: nell'aria si diffonde il suono angosciante delle sirene che annunciano un incidente alla miniera Bois du Cazier, a Marcinelle. In quel momento non si sa ancora, ma è una strage: 262 morti, di cui 136 italiani. La tragedia innesca una serie di riflessioni sulla sicurezza e accende i riflettori sulle condizioni lavorative e di vita dei minatori: sono in prevalenza stranieri che hanno lasciato i loro Paesi per fuggire dalla povertà. Qui in Belgio si sono ritrovati a svolgere un lavoro pericoloso e per cui spesso non erano qualificati, e che avrebbe poi portato tanti di loro alla morte per silicosi. A distanza di molti anni, Maria Laura Franciosi intervista i sopravvissuti e le loro famiglie, ma anche tanti altri minatori emigrati in seguito all'accordo uomo-carbone con l'Italia, e confeziona un volume prezioso che parla di miniere e lavoro, certo, ma anche di sacrificio, amore, integrazione, razzismo, malattia, speranze, passato e presente. Le vicende narrate in questo libro si intrecciano a più riprese con la storia delle Acli, le Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani che, prima e dopo la tragedia, da oltre ottant'anni sono state sempre al fianco degli italiani emigrati, sostenendoli in ogni aspetto della vita professionale e quotidiana.
Prospettiva e geometria dello spazio Franciosi M. (Cur.) - Agorà, 2005 - Quaderni Del Centro Studi Enriques
Prospettiva e geometria dello spazio - Agorà
Manuale di progettazione cimiteri Franciosini Luigi Panizza M. (Cur.) Mancosu C. (Cur.) - Mancosu Editore, 2022 - Tecnotipo
L'interesse verso l'architettura funeraria, il cui territorio figurativo riceve i riflessi propagati dall' "universo mondo" dei sentimenti dell'uomo, è segnato dal considerare i luoghi di sepoltura la testimonianza materiale più antica che affiora dai confini del tempo, un segno inequivocabile della nascita del linguaggio simbolico e artistico. Il prof. Bruno Zevi, che sul settimanale l'Espresso nel 1964 scriveva: "Il Memoriale per Enrico Mattei, progettato da Pietro Porcinai, è un Memoriale solenne proprio in quanto rifugge dalla retorica. Rinuncia persino ad elaborare una sistemazione paesaggistica, a riconfigurare l'ambiente naturale con un intervento umanizzatore. Porcinai, uno dei massimi esperti italiani nella disciplina del paesaggio, ha semplicemente recinto un prato, dando un esempio di moralità degno di essere meditato dai committenti e dagli architetti facinorosi". Carlo Scarpa scriveva: "...adesso i cimiteri sono pile di scatole da scarpe sovrapposte meccanicamente. Allora bisogna dimostrare alla società, far capire alla gente, quale potrebbe essere il senso della morte, dell'eternità e del transitorio e non queste gabbie per conigli".