Libri di Cur Gasparetto
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Giuseppe Marchiori animatore del Fronte Nuovo delle Arti. Contributi in occasione della mostra alla Cittadella della Cultura di Lendinara Gasparetto N. (Cur.) - Lineadacqua, 2022
Il volume, a cura di Nicola Gasparetto, raccoglie saggi e testimonianze intorno alla figura del critico d'arte lendinarese Giuseppe Marchiori. Marchiori è stato una figura centrale nel Novecento italiano, in qualità di critico, curatore, tessitore di reti fra artisti e mecenati. Emilio Vedova, Renato Birolli, Giuseppe Santomaso, e ancora Peggy Guggenheim e Jackson Pollock: il critico ha collaborato con grandi artisti e collezionisti del ventesimo secolo, realizzando mostre straordinarie alla Biennale e nei grandi musei veneziani. Ricordato soprattutto per il suo ruolo cruciale nel movimento del Fronte Nuovo delle Arti, Giuseppe Marchiori è stato celebrato da una mostra alla cittadella della Cultura di Lendinara, evento da cui è nato il progetto di questo libro.
Gian Antonio Cibotto e Giuseppe Marchiori. Biografia di un incontro. Ediz. critica Gasparetto N. (Cur.) Marchioro S. (Cur.) Tugnolo V. (Cur.) - Apogeo Editore, 2025 - Èstra Saggistica
Il carteggio ritrovato tra Gian Antonio Cibotto e il critico d'arte Giuseppe Marchiori, composto complessivamente da 55 missive, ci conduce ai primi anni Cinquanta. Scorrendone i contenuti si tratta di intervalli temporali non casuali perché effettivamente coincidono con le stagioni in cui Cibotto assunse due impegni redazionali che incisero non poco nella sua maturazione professionale e nell'allargamento dei suoi orizzonti culturali: il primo con "La Fiera letteraria" di Vincenzo Cardarelli e Diego Fabbri; il secondo con il settimanale "Vita" fondato e diretto da Luigi D'Amato. All'aprirsi di entrambi questi incarichi il neo-redattore volle coinvolgere, nel terreno delle arti figurative, Giuseppe Marchiori, scelta indicativa dell'autorevolezza critica che gli riconosceva. La composizione del fascicolo d'archivio, contrariamente alla casistica più diffusa nei fondi epistolari in cui sono presenti quasi esclusivamente le lettere in arrivo, offre una così cospicua presenza di copie in carta carbone anche delle missive in partenza tale da determinare fra i due interlocutori una quasi equanime paternità dei documenti.
Carlo Levi e il Polesine. Arte politica cronache dalla terra dei grandi fiumi. Ediz. a colori Gasparetto N. (Cur.) - Apogeo Editore, 2026
La Cittadella della Cultura di Lendinara (RO), istituto custode dell'archivio del critico d'arte Giuseppe Marchiori, ha elaborato un progetto espositivo dedicato al rapporto che legò il pittore e scrittore Carlo Levi al Polesine: un vincolo non episodico, ma radicato e continuo per un ampio arco temporale. Il nucleo documentario centrale di questa vicenda è costituito dal fascicolo che raccoglie il dialogo epistolare fra Levi e Marchiori, composto complessivamente da sedici lettere. Un confronto di indubbio spessore, dipanatosi nel corso di circa due decenni, che ha tra i suoi momenti salienti i giorni dell'alluvione del 1951 - testimoniati da uno storico reportage di Levi - e le sue ripetute frequentazioni di Lendinara e del Polesine, legate anche alle prime occasioni espositive nel nostro territorio. Ai nomi che si affiancano a Levi nel dialogo con Marchiori appartengono, fra gli altri, quelli dello scrittore Gian Antonio Cibotto e del poeta e gallerista Livio Rizzi, anch'essi presenti con i propri carteggi nell'archivio lendinarese. Ne emerge un quadro d'insieme che delinea una stagione di particolare vivacità culturale nel Polesine del dopoguerra, di cui Carlo Levi fu presenza ricorrente. A questo mosaico di relazioni va aggiunto un ulteriore e non trascurabile tassello: nel 1958 Levi accolse nel suo studio l'artista adriese Giampaolo Berto, in veste di aiuto e assistente - una presenza che gli sarebbe rimasta a fianco fino all'ultima, sofferta stagione della sua vita, e la cui importanza fu ricordata dalla stessa compagna di Levi, Linuccia Saba, nella prefazione all'ultimo romanzo dello scrittore, "Quaderno a cancelli". Nella presente pubblicazione, a cui affidiamo il compito di testimoniare e approfondire quanto la mostra ha delineato, trovano spazio - oltre alle opere esposte e ai testi più indicativi delle trame di amicizie intessute da Levi in Polesine - alcuni saggi tematici che abbiamo ritenuto fondamentali per restituire le molteplici vie, tra scrittura, arte e impegno civile, attraverso cui seppe lasciare memoria di sé anche nella terra dei grandi fiumi.