Libri di Roberto Gelmini
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L'onestà al potere. La rivoluzione del Buon Governo. Albertini, l'impolitico che ha cambiato la politica Gelmini Roberto - Marietti 1820, 2012 - L'eco
Una stagione politica che ha cambiato la politica. I partiti costretti a fare un passo indietro, rientrando nei confini che la Costituzione e ancor più il buonsenso assegna loro, senza un solo avviso di garanzia, uno scandalo, un sospetto. In cui uomini e donne, in maggior parte provenienti dalle imprese o dalle professioni, hanno lavorato al servizio della comunità, e non per favorire o alimentare gli appetiti dei propri sostenitori. Cercando sempre e solo i risultati, sovente coinvolgendo maggioranza e opposizione. È una storia di nove anni, iniziata nel 1997 a Milano. Gabriele Albertini, il "sindaco in Vespa", l'industriale strappato dalla sua fabbrica per dare nuova vita e speranza ad una città che usciva dal torpore leghista e di Formentini, ha anticipato ciò che il paese sta scoprendo solo ora: l'importanza dell'autonomia, della libertà intellettuale, dell'onestà. Ripercorrere quegli anni, in particolare i primi quattro, i più rivoluzionari, è dunque un contributo a comprendere ed a costruire il nostro immediato futuro. In questo libro, con tanti episodi inediti o non compresi dai giornali, parlano i fatti. E, a conclusione, anche Cesare Romiti e Fedele Confalonieri, i due sponsor di Albertini, e lo stesso Silvio Berlusconi, in interviste molto suggestive.
Un'estate Gelmini Roberto - Gruppo Albatros Il Filo, 2008 - Albatros
Un'estate - Gruppo Albatros Il Filo
La vita opaca Gelmini Roberto - Falco Editore, 2016 - Narrativa
Una sfida impari, quella tra la carta stampata e le nuove tecnologie, da cui il vecchio giornalismo è uscito sconfitto, stravolgendo il suo ruolo, con enormi e inutili fotografie, titoli gonfiati, articoli che nascondono messaggi pubblicitari. Interpreti di questa crisi sono due giornalisti: l'uno giunto alla pensione senza aver ottenuto alcun successo e neppure soddisfazioni; l'altro che, al contrario, ha fatto carriera, fino a diventare direttore di un giornale nazionale. Dal suicidio, apparentemente inspiegabile di quest'ultimo, e dal messaggio di addio contenuto nel biglietto lasciato alla figlia, muove l'intera vicenda: si può ritenere dignitosa solo la "vita breve", che non è la vita reale ma quella che comincia con il primo obiettivo raggiunto e finisce nel momento in cui ci si rende conto di non essere più in grado di ottenerne un altro di uguale importanza. Sullo sfondo fatti reali e altri immaginati dall'autore, ma che assomigliano alla realtà di ogni giorno: un giornale prestigioso che il suo editore vuole trasformare in un "Usa Today" italiano, politici, donne intelligenti, donne avide, il dramma di chi perde il lavoro, la rabbia degli sconfitti, la voglia di ribellarsi. E poi una grande città che si è involgarita, ha perso la sua anima, e un'altra che ha saputo mantenere il suo fascino. Il giornalista sfortunato, che si identifica sempre più con l'amico di successo ma suicida, sceglierà di imitarlo anche nel gesto finale oppure accetterà l'agonia e la decadenza fisica?