Libri di Rosa Geraci
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L'appello contro la sentenza che applica la pena su richiesta Geraci M. Rosa - Cedam, 2011 - Problemi Attuali Della Giustizia Penale
Il costante interesse manifestato in oltre un ventennio di sperimentazione nei confronti dell'istituto dell'applicazione della pena su richiesta registra una flessione per ciò che concerne i profili impugnatori della decisione conclusiva del procedimento. Se si eccettua l'approfondita ed articolata riflessione sulla revisionabilità della stessa, strettamente connessa al profilo di maggiore criticità del rito - id est, la qualificazione della sentenza ex art. 444, comma 2 c.p.p. - non risolto neppure dalla modifica apportata all'art. 629 c.p.p., piuttosto trascurata appare, invece, l'indagine sullo specifico terreno dei rimedi impugnatori ordinari, specie di merito. Causa, forse, la laconicità del corpus normativo, che si limita a statuire l'esperibilità del giudizio di seconda istanza nella sola eventualità di "dissenso" dell'organo requirente in ordine alla praticabilità del percorso procedimentale differenziato (art. 448, comma 2 c.p.p.). Il presente studio, articolato lungo una serie di direttrici composite che muovono, prioritariamente, dall'esatta perimetrazione dell'area di appellabilità e di legittimazione ad attivare il controllo de quo, considera le cadenze procedimentali e gli epiloghi decisori dello stesso, le implicazioni derivanti dall'operatività del meccanismo di conversione dei mezzi di impugnazione ex art. 580 c.p.p., nonché le esperienze di altri Paesi dell'Unione europea.
Sentenze della corte E.D.U. e revisione del processo penale. Vol. 1: Dall'autarchia giudiziaria al rimedio straordinario Geraci M. Rosa - Dike Giuridica, 2012
Negli ultimi anni reiterati e pressanti sono stati i moniti provenienti da istituzioni europee e Corte costituzionale affinché anche il nostro Paese si dotasse di un meccanismo idoneo a garantire l'esecuzione delle pronunce del Giudice di Strasburgo, "superando" il giudicato interno reputato unfair. Nonostante ciò, il legislatore italiano è rimasto in una posizione di ostinata, colpevole inerzia, essendosi risolte in un nulla di fatto le varie iniziative legislative allo scopo avviate. Si è così intrapreso un non agevole percorso di supplenza giurisprudenziale, inaugurato dalla Corte di legittimità e completato dal Giudice delle leggi, che con la sentenza n. 113 del 2011, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 630 c.p.p. nella parte in cui non consente l'esperibilità del rimedio straordinario della revisione per garantire la riapertura del processo interno necessaria ex art. 46 C.e.d.u. per conformarsi ai dicta della Corte europea dei diritti dell'uomo. Il presente studio si propone di analizzare la delineata evoluzione, soffermandosi in particolare sull'attuale assetto della tutela convenzionale dei diritti umani - sensibilmente mutato dall'epoca della sottoscrizione della Convenzione di Roma, avvenuta più di sessantanni fa - e sui vari rimedi pretori escogitati non senza forzature nella prassi per sopperire alla citata lacuna legis.