Libri di Cesare Gerini Antonio
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Il tempo nascosto del corpo. Viaggio nel ciclo mestruale Gerini Antonio Cesare - Ebs Print, 2026
"Il tempo nascosto del corpo. Viaggio nel ciclo mestruale" è un saggio che invita il lettore a superare la visione puramente biologica del ciclo femminile, per esplorarne i significati più profondi e universali. Attraverso un approccio multidisciplinare che intreccia medicina, psicologia, filosofia, spiritualità e cultura, l'autore accompagna il lettore in un viaggio che tocca i temi della generatività, della creatività, della colpa, della vergogna e della maternità. Il ciclo mestruale viene qui interpretato come un evento centrale non solo nella vita della donna, ma nell'esperienza umana, simbolo di tensione costante tra natura e cultura, tra corpo e spirito, tra desiderio di vita e pensiero di morte. L'opera affronta anche problematiche cliniche e psicologiche legate alla sindrome premestruale, offrendo una lettura che va oltre la patologia per interrogarsi sul senso esistenziale della sofferenza e della trasformazione.
Teatro del corpo Gerini Antonio Cesare - Youcanprint, 2026 - Fiction / Generale
Che cosa accade nel corpo prima delle parole? Quale verità attraversa il tempo silenzioso del ciclo, della perdita, dell'attesa, della trasformazione? Il teatro del corpo è un viaggio drammaturgico ed esistenziale che mette in scena ciò che solitamente resta nascosto: il linguaggio profondo del corpo femminile, luogo in cui vita biologica, esperienza psichica e ricerca di senso si intrecciano. Non si tratta di spiegare il corpo, ma di esporlo, lasciarlo parlare attraverso frammenti teatrali, dialoghi essenziali e monologhi poetici che attraversano le sue crisi e le sue possibilità. Il ciclo mestruale diventa così non solo evento fisiologico, ma struttura simbolica dell'umano: tensione tra generare e non compiersi, tra pienezza e mancanza, tra desiderio e limite. In queste pagine, il teatro non offre risposte né consolazioni. Apre uno spazio. Uno spazio in cui la sofferenza non è ridotta a errore. In cui la colpa non è negata né proiettata. In cui la generatività può trasformarsi, anche quando non si realizza. Tra attesa, perdita, vergogna, maternità e sublimazione, prende forma un percorso che riguarda ogni essere umano: imparare ad abitare il proprio corpo, riconoscendone il limite come luogo di verità e di possibile trasformazione. Perché il corpo, come il teatro, non risolve: espone. E chiede di essere abitato.