Libri di Cardella Giacomo
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Lunga strada di carbone. (tesa verso il cielo) mentre nevica polistirolo Cardella Giacomo - Dialoghi, 2024 - Glifi
Il carbone, il cielo, il polistirolo: l'oscurità, la tensione verso l'alto e le lacrime di pioggia. La raccolta di poesie esaspera i contenuti della sofferenza psichica e della continua débâcle per arrivare a gioire del senso della vita. Se attraversare gli ostacoli della mente fa sempre paura, la presa di coscienza di convivere con un disturbo rimanda essenzialmente ad apprezzare la quotidianità. I componimenti contengono sensazioni criptate e intrecciate tra loro dal senso del legame, un lungo filo blu cotto al sole che al solstizio d'estate apre per errore un varco per l'inferno. "Una ferita è una feritoia dalla quale osservare ciò che ci aspetta dall'altra parte". Un castigo divino, se può influenzare il ritmo circadiano, arriva deciso al petto più di un pugnale, e solo il ricordo genera distorsione e sgomento. Certo, rimodulare gli ostacoli dell'esistenza nell'ottica della "resurrezione" è un'idea platonica, ma il ritmo quasi insolente della primavera aiuta, semmai, a poggiare le guance verso l'asfalto della normalità. Solo il tempo potrà dimostrare a ognuno che essere normali è il vero senso dell'essere speciali.
La destinazione degli ombrelli. Raccolta improbabile di un moderno Olocausto Cardella Giacomo - Graus Edizioni, 2026 - Gli Specchi Di Narciso
La destinazione degli ombrelli è una raccolta di racconti a staffetta in cui voci, oggetti e luoghi passano di mano costruendo un unico arco narrativo sul Novecento sulle sue ombre distruttive. Personaggi di rilevanza epocale vengono dislocati in un'allucinazione vorticosa, che mette in primo piano una nuova forma di resistenza affidata ai corpi, all'arte e alla comunicazione. Da una registrazione digitale che rimescola i fatti di Pearl Harbor al recupero del mito delle Banshee, dai faldoni di Norimberga al rock partigiano di Hiroshima Mon Amour, piccolo locale torinese: una vera e propria cartografia del sogno e dell'incubo che attraversa aeroporti e frontiere, mescolando frammenti di biografie in cerca di un senso etico della testimonianza. Giovanna, Anna, Joseph, Mike e Giovanni si rincorrono e scambiano di posto sullo sfondo di una storia capovolta, che si rifugia lì dove tutte le tracce confluiscono: in un grande deposito d'ombrelli, ripari temporanei alla pioggia del secolo.