Libri di Martinez Gianluca
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Tfa, siss, pas e ddt. Come evitare l'infezione Martinez Gianluca - Carello, 2026
"Tfa, siss, pas e ddt. Come evitare l'infezione" è basato sul racconto di un'esperienza vissuta dall'autore all'interno di un corso di formazione per gli insegnanti. Dall'esperienza si traggono delle conclusioni sul funzionamento di questi percorsi formativi rivolti ai docenti, con l'obiettivo sia di mantenere la memoria storica di quanto accade in questi contesti in Italia, senza che se ne parli, sia di offrire degli spunti interpretativi e operativi per alcune azioni di miglioramento che sembrerebbero necessarie al loro sviluppo. Si tratta di un testo forse scomodo, ardito e impertinente, sicuramente provocatorio, rivolto a un pubblico di lettori che gravitano, per professione o per formazione, attorno al mondo della scuola e dell'università. A tratti il testo assume i toni di una denuncia sociale. La vicenda narrativa si interseca con alcune delle delicatissime questioni che riguardano le metodologie didattiche che gli insegnanti tendono ad applicare nel loro lavoro.
Apnea Martinez Gianluca - Prometheus, 2026 - Eos
«Apnea, trattenere il respiro. Apnea, rischiare di affogare. Apnea, sfidare il destino. La poesia per me non è stata mai null'altro che un modo di intendere la parola, un filtro sfocato alle immagini sfocate che costituiscono la nostra esperienza. Niente di altisonante, niente di greve, solo un... soffuso alito di ogni cosa... Il nome della raccolta, APNEA, a cosa si riferisce? (...) Apparentemente l'esistenza è un contesto in cui risulta inevitabile respirare, poiché esistere ha proprio come presupposto la respirazione: se non respiri, muori. Eppure, spesso ci sentiamo completamente immersi come in una vasca d'acqua, in una condizione in cui il fiato che abbiamo preso comincia presto a scarseggiare. In una prospettiva ancor più audace, potrei anche affermare che l'esistenza, in cui il respirare è un'ovvietà, è solo una forma apparente: varcando il confine di ciò che sembra, ci ritroviamo a prender fiato quando nasciamo e terminarlo quando moriamo: la vita stessa vola via in un unico respiro e ne passiamo la maggior parte con un recondito senso di affanno.»