Libri di Cur Gioia Cur Merz
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Push the limits. Ediz. italiana e inglese Gioia C. (Cur.) Merz B. (Cur.) - Hopefulmonster, 2021
«Il ruolo dell'arte e della cultura è sempre più cardine e carico di responsabilità. È un motore per poter ripristinare il giusto equilibrio tra tempo e spazio. Venisse a mancare cadrebbero i presupposti dell'autodeterminazione. L'obiettivo a cui ambire ora è quello di far sentire il peso della propria sovranità, e tenere alta l'attenzione del pensiero critico. Sentiamo sempre più decisa l'esigenza di lasciare da parte personalismi, autoincensamenti, provocazioni arbitrarie ma, diversamente e con serietà, cercare di dar vita e visibilità a quell'arte capace di guardare il mondo su più piani e direzioni, aiutandoci affondando le mani a scavare nella contemporaneità. Per questa mostra abbiamo cercato l'arte che si pone sui limiti per immettere nuove prospettive immaginando uno spazio fisico e mentale che già abbia in sé ii superamento di se stesso. Uno spazio molteplice dove il tutto sia un intreccio di dettagli. Dove le opere siano domande e risposte che si incontrano tra loro. Push the Limits è un disegno poliedrico, è un progetto corale, vi si può scrivere una molteplicità di preamboli e conclusioni scorgendoli in ogni dove. È una narrazione giocata su un doppio binario, quello individuale e quello di un insieme con sovrapposizioni, rimandi, il concetto espositivo vuol essere superato anche tramite la suggerita partecipazione del visitatore. È una mostra che respira, ogni opera si alimenta dell'aria emanata dalle altre. Push the Limits è un crescendo d'immagini e di rimandi, è una partitura di parole, di gesti, di suoni... urlati o sussurrati. Sono l'arte del sognare in Shirin Neshat e in Fiona Tan, le pungenti inquietudini di Sophie Calle e di Mona Hatoum; sono le parole delle opere di Barbara Kruger, Rosa Barba, Shilpa Gupta, Emily Jacir e di Sue Williamson che si incrociano con la Storia in quelle di Carrie Mae Weems, Bouchra Khalili, Jenny Holzer; è la brama costruttiva di Maria Papadimitriou e di Chiharu Shiota a confronto con l'ordine e il disordine di Katharina Grosse, di Cinthia Marcelle e di Pamela Rosenkranz. E infine è l'ostinazione silenziosa, determinata e insofferente a ruoli e sistemi di Marisa Merz che di questo progetto è l'ospite. È una polifonia di segni ed esperienze la cui immaginazione ci parla della capacità di far transitare sulle soglie del pensiero tutte quelle realtà che sono "oltre".» (Beatrice Merz)
Push the limits. Ediz. italiana e inglese. Vol. 2 Gioia C. (Cur.) Merz B. (Cur.) - Hopefulmonster, 2026 - Vmcm
Il volume presenta la seconda edizione di "Push the limits", progetto espositivo della Fondazione Merz a cura di Claudia Gioia e Beatrice Merz. La mostra esplora la capacità dell'arte di rispondere alle questioni attuali e urgenti e di farsi portatrice di cambiamento, rifiutando la rassegnazione all'immobilità e riunisce 20 artiste di generazioni e provenienze diverse che fanno del superamento e della trasformazione dei limiti imposti e supposti la propria grammatica artistica. la mostra, aperta dal 27 ottobre 2025 all'8 marzo 2026, ospita i lavori delle artiste: Heba Y. Amin, Maja Bajevic, Mirna Bamieh, Fiona Banner aka the Vanity Press, Rossella biscotti, Monica Bonvicini, Latifa Echakhch, Yasmine Eid-Sabbagh/Rozenn Quéré, Cécile B. Evans, Dominique Gonzalez-Foerster, Mona Hatoum, Emily Iacir, Jasleen Kaur, Katerina Kovaleva, Teresa Margolles, Helina Metaferia, Janis Rafa, Zineb Sedira e Nora Turato. Nel rititolare la seconda edizione di "Push the limits" è stata aggiunta la frase di Mario Mmerz, "la cultura si sveste e fa apparire la guerra". Il riferimento è al ruolo da sempre complesso della cultura in situazioni di conflitto e alla necessità che la cultura si svesta di un'immagine ovattata per evidenziare la sua natura combattiva. In questo modo si intende sottolineare anche la libertà e la responsabilità dell'arte e della cultura, così come l'obiettivo di forzare i limiti, proprio oggi in cui tutti i principi della convivenza.