Libri di Amos Gitai
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Yitzhak Rabin. Cronache di un assassinio Gitai Amos - La Nave Di Teseo O, 2021
Amos Gitai torna, con questo libro, al suo rapporto con Yitzhak Rabin, il primo ministro di Israele premio Nobel per la pace 1994. Il 4 novembre 1995, Rabin fu assassinato a Gerusalemme da un colono ebreo estremista, un evento che segnò la vita dell'autore e incrinò l'equilibrio del Medio Oriente. Con il suo film del 1996, "The Arena of Murder", il regista e architetto Amos Gitai, ha narrato il dramma vissuto da lui stesso e da tutta Israele quel giorno. Ma quel film è stato solo il primo passo di un processo più ampio e vario, un racconto che unisce diario, archivio e finzione, diventando nel tempo un'opera multiforme. Come spiega lo stesso Gitai: "La domanda che si sprigiona da tutto ciò / amo questo termine 'domanda' / è come trasporre / l'evento storico rappresentato dalla morte di Rabin / in diversi media / con dimensioni diverse / tecnologie di rappresentazione diverse / in luoghi e territori diversi..." Questo libro, ricco di immagini, contributi e importanti testimonianze, raccoglie lo sguardo di uno dei più importanti artisti contemporanei su un protagonista assoluto del Novecento.
The war of the sons of lights against the sons of darkness. Ediz. illustrata Gitai Amos Farassino A. (Cur.) Yampolski M. (Cur.) - Mazzotta, 1997 - Cinema & Spettacolo
The war of the sons of lights against the sons of darkness. Ediz. illustrata - Mazzotta
Monte Carmelo Gitai Amos - Bompiani, 2004 - Narratori Stranieri
Amos Gitai nel racconto autobiografico, lirico e per immagini di un popolo sacro e di un conflitto infinito. È la narrazione evocativa del luogo in cui i genitori del regista si trasferirono nel 1950. Quel Monte Carmelo che diventa così non solo il regno magico dell'infanzia, ma anche il crocevia simbolico della storia dell'uomo, del popolo ebraico e del conflitto arabo-israeliano. Gitai riesce così a intrecciare storia personale e storia sacra, le vicende politiche e la parabola di un popolo che è metafora del destino umano, fondendo memoria collettiva ed esperienza personale.