Libri di Murger Henry
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Vita da bohème Murger Henry - Edizioni Low, 2024
Pubblicato a puntate su «Le Corsaire-Satan» tra il 1847 e il 1849, "Vita da Bohème" è il libro più celebre di Henry Murger. Nasce dalla sua esperienza di vagabondo squattrinato tra le strade e i locali della Ville Lumière, in particolare nel cosiddetto Quartiere Latino, alla continua ricerca del bello e del piacere. È lì, infatti, che lo scrittore fallito Marcel, il musicista irlandese Schaunard e il pittore di origini albanesi Rodolfo si ritrovano a condividere i pochi soldi che riescono a racimolare attraverso la loro arte, affrontando ogni giorno con leggerezza e dignità, in un misto di ironia e fatalismo. La storia d'amore di Rodolfo con la bella Mimì - che tra queste pagine si racconta per la prima volta - ispirerà le opere di Giacomo Puccini e di Ruggero Leoncavallo. E il romanzo non ha smesso di essere fonte di ispirazione neppure oggi, portato sul grande schermo da Aki Kaurismäki. Forse perché è ancora vero quello che ha scritto l'autore commentando le vite che narra: «Oggi, come una volta, ciascun uomo che entra nelle arti, senz'altro mezzo di sussistenza che l'arte stessa, sarà forzato a passare per i sentieri della Bohème.»
Scenes De La Vie De Boheme Murger Henry - Sodis, 2016
SCENES DE LA VIE DE BOHEME - MURGER HENRY - Sodis
La bohème Murger Henry Patrizi P. (Cur.) - Elliot, 2015 - Raggi
"Scènes de la vie de bohème" solo impropriamente viene definito un romanzo: si tratta, in realtà, di una lunga serie di bozzetti pubblicati a puntate tra il 1845 e il 1849, come appendice su un giornale, e poco più tardi riuniti in volume. Rievocazione ironico-malinconica di un microcosmo meno circoscritto di quanto si possa pensare, dei suoi protagonisti e delle molte donne che li accompagnavano, il libro conobbe grande fortuna grazie alla trasposizione operistica che ne diede nel 1896 Giacomo Puccini (e l'anno dopo, con minor successo, anche Ruggero Leoncavallo), e continua a offrire squarci di grande suggestione impressionistica. La sua fortuna, indirettamente, vive ancora oggi: lo dimostrano bene un film come La vie de bohème di Aki Kaurismàki (1992) e un musical come Rent di Jonathan Larson (1994).