Libri di Cur Ingarao Cur Leone
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William Kentridge. You whom I could not save. Ediz. italiana e inglese Ingarao G. (Cur.) Leone A. (Cur.) Buccheri A. (Cur.) - Kalós, 2023 - Edizioni Speciali
L'installazione sonora "You Whom I Could Not Save" (Te che non ho potuto salvare) diffusa tra le architetture di evocazione piranesiana del Monte dei Pegni di Santa Rosalia è accompagnata da una proiezione inedita e dal film Sibyl del 2020. Il percorso labirintico dello spazio è scandito dalla presenza di megafoni che modulano le musiche composte da Nhlanhla Mahlangu e dirette da Tlale Makhene: un intreccio sonoro di testi appartenenti al gruppo di lingue nguni. «Il punto di partenza della mostra di Palermo - spiega Kentridge nell'intervista in catalogo - è stato un'opera sonora. Nella sala in cui vedrete la proiezione, si ascolteranno le sette voci del coro, in modo che sia possibile sia muoversi tra di esse e sentirle singolarmente, sia sentire il pezzo nella sua interezza. E nelle altre sale ci saranno echi e frammenti che condurranno verso la proiezione finale. L'architettura e gli echi dello spazio sembravano adattarsi al tema della barca, perché molta della biancheria data in pegno al Monte nel corso dell'Ottocento era stata deposta lì proprio per consentire alle persone di viaggiare dalla Sicilia agli Stati Uniti». Sagome ibride di memoria surrealista e collage di forme geometriche puntellate da volti ricorrenti nel lavoro dell'artista, sono i protagonisti dell'incedere in un mondo dove, come recita la frase di Majakovskij nel testo di "You Whom I Could Not Save", «la sfortuna scorre come da un acquedotto». L'interrogativo sul futuro, sulla necessità di sperare resta costante e la risposta fluttua tra le onde di immagini e suoni che invitano all'immersione in una profondità celeste che investe e abbraccia nonostante non possa salvare tutti.
Andrea Cusumano. Raumdramaturgie. Ediz. italiana e inglese Ingarao G. (Cur.) Leone A. (Cur.) - Silvana, 2024 - Arte
Andrea Cusumano (Palermo, 1973) è un artista, performer e regista italo-britannico. La sua produzione si articola attraverso diversi media e un fecondo sconfinamento tra le discipline artistiche. Elementi che si completano a vicenda formando un'opera d'arte complessa e coerente, in linea di continuità con la tradizione del Gesamtkunstwerk. Allievo e collaboratore di Hermann Nitsch, direttore musicale dell'Orgien Mysterien Theater sin dal 1998, Cusumano, nel corso di un processo sperimentale durato oltre trent'anni, ha sviluppato una ricerca incentrata sulla drammaturgia dello spazio, producendo un personale e originalissimo corpus d'opere che costituisce una lettura contemporanea del concetto di Arte Totale in chiave post-umanista. La mostra Raumdramaturgie presso il Nitsch Museum di Mistelbach in Austria, a cura di Fabio Cavallucci e Giulia Ingarao, mette per la prima volta in evidenza il rapporto tra queste due ricerche così profondamente vicine e al contempo indipendenti. I temi spaziano dalla morte alla trascendenza, fino all'aspirazione alla catarsi per mezzo dell'arte.
William Kentridge. You whom I could not save. Ediz. italiana e inglese Ingarao G. (Cur.) Leone A. (Cur.) Buccheri A. (Cur.) - Kalós, 2023
L'installazione sonora "You Whom I Could Not Save" (Te che non ho potuto salvare) diffusa tra le architetture di evocazione piranesiana del Monte dei Pegni di Santa Rosalia è accompagnata da una proiezione inedita e dal film Sibyl del 2020. Il percorso labirintico dello spazio è scandito dalla presenza di megafoni che modulano le musiche composte da Nhlanhla Mahlangu e dirette da Tlale Makhene: un intreccio sonoro di testi appartenenti al gruppo di lingue nguni. «Il punto di partenza della mostra di Palermo - spiega Kentridge nell'intervista in catalogo - è stato un'opera sonora. Nella sala in cui vedrete la proiezione, si ascolteranno le sette voci del coro, in modo che sia possibile sia muoversi tra di esse e sentirle singolarmente, sia sentire il pezzo nella sua interezza. E nelle altre sale ci saranno echi e frammenti che condurranno verso la proiezione finale. L'architettura e gli echi dello spazio sembravano adattarsi al tema della barca, perché molta della biancheria data in pegno al Monte nel corso dell'Ottocento era stata deposta lì proprio per consentire alle persone di viaggiare dalla Sicilia agli Stati Uniti». Sagome ibride di memoria surrealista e collage di forme geometriche puntellate da volti ricorrenti nel lavoro dell'artista, sono i protagonisti dell'incedere in un mondo dove, come recita la frase di Majakovskij nel testo di "You Whom I Could Not Save", «la sfortuna scorre come da un acquedotto». L'interrogativo sul futuro, sulla necessità di sperare resta costante e la risposta fluttua tra le onde di immagini e suoni che invitano all'immersione in una pro