Libri di Jurisic
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«Un buon scrittore non precisa mai». Per i settant'anni di «Tempo di uccidere» Jurisic S. (Cur.) Gialloreto A. (Cur.) - Prospero Editore, 2020 - Le Orbite
"Tempo di uccidere" di Ennio Flaiano, il romanzo che «non precisa mai», anticipa le tecniche dell'opera aperta instaurando con il lettore un capzioso gioco a nascondere, una schermaglia tra apparenza e realtà, tra verità pubblica e dilemma intimo. Il libro non dismette ancor oggi, a oltre settant'anni dalla pubblicazione, la sua carica eversiva e l'allettamento proprio di un puzzle da ricomporre disponendo i tasselli senza un ordine precostituito: un enigma dalle molte facce. Nel 1947 spiazzava le aspettative più ingenue del pubblico e della critica, avvezzi ai clichés neorealisti; nella nostra epoca, smaliziata e consapevole dopo decenni di studi e palinodie postcoloniali, il primo prodotto del laboratorio dell'autore pescarese continua a sottrarsi alla presa di quanti ritengono Flaiano un cerimoniere dell'effimero (un talento disperso, per innato scetticismo, tra cinema, cronache, diari e aforismi). Saggi di Daniele Comberiati, Ugo Fracassa, Andrea Gialloreto, Srecko Jurisic, Valérie Joëlle Kouam Ngocka, Emiliano Picchiorri, Lucilla Sergiacomo, Barbara Tonzar, Sonia Trovato, Marisa Trubiano.
La città italiana come spazio letterario nel contesto mediterraneo (1990-2015) Jurisic S. (Cur.) Maric A. (Cur.) Mihaljevic N. (Cur.) - Cesati, 2018 - Civiltà Italiana
Dal punto di vista spazio-letterario le città del Bel Paese si palesano, nell'ultimo venticinquennio, come entità estremamente fluide per quel che concerne l'identità, la cultura e persino lo stesso territorio materialmente inteso. Sono sempre più osmotiche, anche se talvolta forzatamente, verso i movimenti di persone e di idee provenienti dal Sud europeo e mediterraneo. Stando così le cose, l'Italia si pone, o è posta, come lo spazio di discussione tra il Nord e il Sud dell'Europa e i Paesi dell'intero bacino del Mediterraneo, uno spazio che, più di ogni altro, vive gli scontri, i dissensi in cui í dialoghi si tramutano, in questi anni, in arringhe appassionate dei nuovi nazionalismi in crescita esponenziale. Uno stato di cose simile, di tensione perenne, si riflette inevitabilmente sullo spazio urbano, che vive il crampo della conurbazione e del campanilismo. Ciò, però, non significa affatto che lo spazio letterario italiano nel suo contesto mediterraneo sia stato reso instabile al punto da risultare sfuggente a uno sguardo critico. Piuttosto, esso è mutevole nel più fecondo dei modi: la pluridecennale crisi che ormai lo caratterizza pare fungere da catalizzatore nella percezione di sé di quello spazio come avamposto del Sud e del Mediterraneo a cospetto dell'Europa settentrionale, nel ruolo complesso dell'ottavo nano del G8 e, al contempo, del Paese leader, malgré lui, di un Sud europeo in rapida espansione. Saggi su Sciascia, Ferracuti, Piazzese, Consolo, Svevo, Sorrentino, Ferrante, Parrella, Quarantotti Gambini, Ammaniti e altri.