Libri di Pierpaolo Lala
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Invasione di campo. Il gioco del calcio nel linguaggio e nel racconto della politica Lala Pierpaolo Nichil Rocco Luigi - Manni, 2021 - Fuori Collana
La lunga storia d'amore tra panchine a bordo campo e aule parlamentari nasce in Italia già tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, muove i primi passi negli anni del fascismo, inizia a correre durante la Prima Repubblica e va a segno con le vittorie sportive e politiche di Berlusconi, arrivando con forza immutata fino ai giorni nostri. Era dunque inevitabile che la lingua della politica fosse contagiata da slogan e metafore provenienti dal mondo del pallone, sia nel gergo dei parlamentari che in quello giornalistico, nei discorsi ufficiali come sui manifesti elettorali. Certo, i vari assist, pressing e zona Cesarini hanno avuto fortuna anche nella lingua comune; così il lessico immediatamente comprensibile e con il quale gli italiani hanno grande confidenza è stato scelto per rendere familiari alcuni volti, e alcune discese in campo. Il caso più celebre è certo quello del Cavaliere, ma la connessione tra politica e calcio in Italia è antica, e non conosce cartellino rosso. Gli autori, nello spassoso e al contempo scientifico percorso di analisi storica e linguistica, incontrano anche alcuni fuoriclasse: Dino Amenduni, Marcello Aprile, Stefano Bartezzaghi, Giovanni Boccia Artieri, Filippo Ceccarelli, Stefano Cristante, Riccardo Cucchi, Marco Damilano, Giorgio Lauro, Riccardo Luna, Wanda Marra, Francesco Nicodemo, Edoardo Novelli, Silverio Novelli, Alessandra Sardoni, Marino Sinibaldi, Antonio Sofi. Il volume è completato da un glossario con vocaboli e modi di dire nati nel mondo del calcio e traslati nel dibattito politico.
Cucinare con i piedi. Storie di cene mondiali Lala Pierpaolo - Lupo, 2014 - Fornelli Indecisi
Campi di calcio e tavole imbandite, ricordi e rimorsi, rancori e lacrime. La storia dei mondiali di calcio è intrecciata indissolubilmente alle nostre vite. Amori, amici, scuola, università, lavoro, famiglia, salute, viaggi, matrimoni, compleanni. Per ogni ricordo una partita. Per ogni partita un ricordo. Se pensiamo ai mondiali, agli europei, alle finali di champions abbiamo una certezza: ogni fischio d'inizio si fa occasione ghiotta per teglie, barbecue, spaghettate volanti, panini, patatine fritte, vino o birre ghiacciate. Le partite di calcio sono una scusa, un pretesto per incontrarsi e gozzovigliare. "Cucinare con i piedi" è un'ode al calcio "mangiato". Perché se da sempre gli italiani sono commissari tecnici, da alcuni anni sono diventati anche chef: 4-4-2 e frittura, fuorigioco e coppapasta, contropiede e impiattamento, dribbling e croccantezza, calcio d'angolo e teglie. Il libro è una storia sentimentale e gastronomica della Coppa del Mondo: da Germania 1974 a Brasile 2014 i mondiali sono raccontati attraverso i ricordi e le narrazioni di Marcello Aprile, Dario Quarta, Mauro Favale, Peppe Ruggiero, Danilo Siciliano, Osvaldo Piliego, Fausto Romano, Simona Toma, Dario Goffredo, Gianluca Morozzi. Il calcio di rigore è affidato ad Antonio Iovane mentre un terzo tempo speclale e molto unto è nel racconto di Alessio Viola. Il blogger Andrea Ferraretto e il gustosofo Pino De Luca ci orientano nel mondo delle ricette da gioco selezionate da Gabriella Morelli e Antonietta Rosato.
Lecce adagio. Dal Barocco al mare Lala Pierpaolo - Ed-Enrico Damiani Editore, 2025 - Gli Adagi
Lecce, raccontata da chi la vive. Piano, con ironia e meraviglia. «Questa non è una guida esaustiva. E io non sono una guida turistica convenzionale. È un itinerario, personale e non definitivo, nella mia città. Quella Lecce che (per me) è croce e delizia, giardino fiorito e prigione arida, futuro e nostalgia canaglia. Scopriremo insieme la basilica di Santa Croce, piazza Duomo e i palazzi nobiliari simbolo della rinascita seicentesca, ma anche la Lupiae romana riemersa nel periodo fascista. Andremo sulle tracce di personalità illustri che hanno reso celebre Lecce in tutto il mondo, come il tenore Tito Schipa. Entreremo dentro le mura dalle tre porte rimaste in piedi e nel Castello Carlo V (che qui non passò mai), la fortezza più grande di Puglia. E continueremo nella città nuova, quella dei murales della 167 e dei diritti civili, quella dell'Università del Salento e della passione smodata per il calcio, delle comunità di stranieri che vivono i quartieri e dei tanti parchi pubblici, delle biblioteche civiche e dei musei. Non per spuntare una lista, ma per perderci tra i dettagli. Cammineremo piano, senza fretta. Come si fa da queste parti. Perché Lecce non è una città lenta. È una città pigra. Ancora troppo. E forse, è proprio in questa pigrizia che si nasconde il suo segreto».