Libri di Francesco Leto
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Storia delle mie ossa Leto Francesco - Mondadori, 2022 - Scrittori Italiani E Stranieri
"Storia delle mie ossa" è un'opera lunare, ironica, struggente. Un incontro fra il Tristram Shandy di Laurence Sterne e le creature innocenti e inquietanti di Tim Burton. A fare gli onori di casa è un narratore sbrigliato e impavido, introverso ed egocentrico a un tempo, determinato a raccontarci tutto di sé, a partire dalla sua educazione sentimentale in un paese fuori dal tempo, immobile e mitologico. Un'infanzia vissuta nell'assenza del padre e accompagnata da un trittico di donne che si sono prese cura, ognuna in modo inusuale, di un bambino pelle e ossa che fin da subito ha cercato di intercettare i tranelli dell'amore. E se è vero che impariamo l'amore da chi ci sta intorno, il protagonista dovrà carpirlo da Euridice, eterna donna bambina che si incanta davanti al poster di Luis Miguel. Dalla Pungolatrice, negoziante arcigna e lunatica, che centellina soldi e carezze. Dalla madre, la Rossa, un'eccentrica insegnante di francese col pallino dell'aerobica e del giardinaggio, i cui fiori però non fioriscono mai... In un ben orchestrato contrappunto tra rievocazione del passato e presente in Francia, dove dà lezioni private di italiano a un ragazzo di cui è segretamente innamorato, il bambino, ormai adulto, capisce di essere un rifugiato sentimentale, sempre alla mercé di un amore che si fa ossessione e frenesia e di un tempo interiore che passa dal "fu" al "sarà" in un batter di ciglia. È sulla sua panchina assolata nel parco di Villemanzy - meta di interminabili passeggiate da flâneur contemporaneo - che il protagonista vive la propria epifania: nemmeno l'amore è un assoluto senza incrinature e diventa parodia di se stesso, perché ogni amore è furioso e insieme ridicolo. Un romanzo inusuale e delicato, divertente, che si snoda con eleganza a partire da uno sguardo eccentrico e anticonformista.
Suicide tuesday Leto Francesco - Perrone, 2013 - Hinc
"Suicide tuesday" è un'espressione inglese che indica la condizione di profonda angoscia che sopravviene dopo un fine settimana all'insegna di droghe e alcool. L'euforia del sabato va scemando: domenica passa nel tentativo di smaltire i postumi, lunedì arriva il down e martedì si è talmente depressi che ci si lascerebbe morire. Il romanzo narra il fine settimana di tre protagonisti e li accompagna fino al martedì. Tre giornate in cui i personaggi vivono le proprie paure, i fallimenti. E i sogni. Ognuno con la propria vita lontana da quella degli altri. Queste tre storie così distanti hanno però un punto di incontro: Sergio e Giulia rispondono a un annuncio di Matteo per farsi ritrarre, il primo per lasciare alla piccola Camilla un ricordo di sé, la seconda per regalare la sua fotografia al ragazzo del bar che ogni giorno le regala un sorriso e la fa sentire meno sola. Tre esistenze con i loro effetti collaterali che si ritrovano il martedì. E solo di fronte a Matteo, quel fotografo estraneo, Sergio e Giulia riusciranno a confessare il segreto che li tormenta.
Il cielo resta quello Leto Francesco - Frassinelli, 2015 - Frassinelli Narrativa Italiana
È uno degli ultimi giorni d'estate quando Maria, uscita di casa all'alba come ogni mattina, non vi fa ritorno. "Dove sei finita, Maria? Tu che non te ne sei mai andata, perché mai avresti potuto lasciare quel mare". Ché a Bagnara Calabra tutti nascono col mare negli occhi e nel cuore. Qualcuno persino nella voce, come Mimì Bertè, che da bambina, a Bagnara ci tornava tutte le estati con le sorelle. Mimì, la cui voce è colonna sonora di molte vite, e della propria è benedizione e condanna. Con quel mare Maria ha sempre condiviso tutto. Ha il sapore del sale il primo bacio che ha dato al suo Carmine, quel ragazzo bello e vigoroso che tra tutte, alla fine, ha scelto lei. E libero come le onde è nato Domenico, quel suo figlio che, più degli altri, è la sua anima. U cardiddu lo chiamano, il cardellino. Ché come un cardellino, Domenico soffre ogni forma di prigionia. Quando il dolore entra nella vita di Maria, all'improvviso, troppo presto, che a piovere e a morire non ci vuole proprio niente, il mare è sempre lì, questa volta muto, incapace persino lui di darle conforto. Solo una voce allora continua a risuonare, quella di Mimì, ormai per tutti Mia Martini. Una sirena del mare, che da lì canta tutte le notti. Lo sai tu, Mimì, dov'è finita Maria? Una storia familiare autentica, intensa e poetica. Una dichiarazione d'amore per una terra che si perde nel cielo e in un mare senza il quale non si ha mai una casa dove tornare.