Libri di Biagio Limongi
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Gerardo Cosenza 1954-2005. Ediz. illustrata Limongi Biagio - Sacco, 2007 - Monna Lisa
Gerardo Cosenza 1954-2005. Ediz. illustrata - Sacco
Il Cristo redentore di Bruno Innocenti Limongi Biagio - Mts Edizioni, 2026
«Un Cristo giovane, senza tempo, lontano da ogni apparenza terrena: divinamente nuovo come simbolo incarnato dell'umanità redenta.» Nel cuore della Basilicata, sulla vetta del monte San Biagio, si erge il Cristo Redentore di Maratea, opera maestosa e silenziosa di Bruno Innocenti, artista appartato, ma profondo, capace di fondere la tradizione scultorea italiana con una sensibilità spirituale unica. Questo saggio ripercorre la genesi e il significato dell'opera più imponente dello scultore fiorentino, ponendola in dialogo con le sue creazioni precedenti, in particolare con la figura dell'Angelo, tema ricorrente e ossessivo del suo mondo poetico.Con uno sguardo critico e narrativo, arricchito da riferimenti teologici, iconografici e filosofici - da Plotinoa Teilhard de Chardin, da Agostino a Balthasar - l'autore offre una lettura profonda e originale dell'opera, interrogando il senso stesso della creazione artistica.L'arte, qui, non rappresenta il sacro: lo incarna. Un libro per chi ama l'arte come rivelazione, la bellezza come verità, la forma come via all'eterno.
Contributo allo studio dei poteri «cognitivi» del giudice dell'esecuzione Limongi Biagio - Edizioni Scientifiche Italiane, 2025 - Diritto Processuale Civile
Alla codificazione del 1940 è sottesa l'idea che il processo esecutivo sarebbe consistito nella mera successione di attività materiali e pratiche: il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto limitarsi ad attuare il comando consacrato nel titolo esecutivo, senza «conoscere» né «decidere». L'esperienza applicativa e il moto perenne delle riforme (ultimo atto i decreti legislativi 149/2022 e 164/2024) consegnano all'interprete e all'operatore odierno una realtà ben diversa. Concentrando l'attenzione sui poteri e sui provvedimenti del g.e., lo studio fa emergere il superamento della convinzione che sia davvero possibile sterilizzare l'attività esecutiva dalle esigenze cognitive, tanto relative al merito delle pretese, quanto alla validità degli atti processuali. L'indagine, focalizzandosi su alcuni degli istituti di maggiore interesse, nell'espropriazione e nell'esecuzione specifica, è condotta nel segno del dialogo tra riflessione teorica e (magmatica) giurisprudenza - l'esperienza pretoria della c.d. «chiusura anticipata» fungendo da punto privilegiato d'osservazione -, naturalmente prestando la dovuta attenzione al diritto positivo: tutti fattori, questi, dell'«evoluzione» a cui si è fatto cenno.