Libri di Angela Liso
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Primo amore Liso Angela - Mondadori, 2008
Sono tanti i motivi per cui il primo amore non si scorda mai. Il primo bacio, il primo palpito del cuore, la prima volta che tutto l'universo sembra meraviglioso e a tua completa disposizione, la prima volta che ci si stacca dai genitori e, in fondo in fondo, non se ne sente la mancanza. Il primo amore di Angela Liso è durato dieci anni. E in un tempo così lungo è stato prima gioco, simpatica follia, attrazione, scontro con mamma e papà. Poi è diventato sentimento vero, scelta di tutta una vita e quindi impastato di gioia e di lacrime. Angela ha messo nero su bianco la storia di due ragazzi di Andria che si incontrano, imparano ad amarsi e che, spinti dalla infuocata passione per il cinema, decidono di avventurarsi a Roma per inseguire i loro sogni. Pur negli inevitabili alti e bassi di un rapporto di tale durata, A' e Rì scoprono di non poter fare a meno l'uno dell'altra e con grande sacrificio riescono a ricavarsi uno spazio intimo ed esclusivo anche quando arrivano la svolta professionale e la celebrità. "Primo amore" è un diario per frammenti di quest'esperienza. Una storia coinvolgente e divertente, felice e tormentata, che ha toccato picchi di felicità e abissi di disperazione. E anche se manca il lieto fine, è una storia che vale la pena raccontare perché ha trasformato una ragazzina in una donna. Perché dell'amore non si butta via niente.
Ad un passo da me Liso Angela - Europa Edizioni, 2020 - Edificare Universi
"A volte servono delle scosse molto forti per riuscire a recuperare il senso della propria vita e di se stessi. Nicole, la donna protagonista di questa storia - che nelle intenzioni dell'autrice è un soggetto ideale per lo sviluppo di una sceneggiatura - ha bisogno di camminare. Un'attività tanto semplice quanto impegnativa, sia fisicamente che mentalmente, quando si sceglie di farlo per un lungo percorso. Lungo i trecentocinquanta chilometri di un cammino francescano tra Lazio, Umbria e Toscana, in compagnia di un'altra donna di nome Francesca e di altre persone incontrate per strada, affiorano i ricordi di un amore perduto, di una relazione complicata tra padre e figlia, di un passato vissuto non al meglio delle proprie possibilità. Ma attraversare luoghi segnati da un profondo significato spirituale è anche l'occasione per guardarsi meglio dentro, per superare le proprie paure, per recuperare sentimenti positivi che via via sono inariditi e per ricostruire un nuovo io, capace di ascoltare gli altri e soprattutto se stessi. Credo di avere molta fretta, vivo l'ansia di arrivare e di capire. Il corpo è carico di un'energia paranormale, sento una forza incredibile, quella tipica forza dei dilettanti; è una forza poco regolata e spinta dall'entusiasmo. Soffro, provo un dolore nascosto, è come avere un piccolo taglio infettato sul palmo della mano: un dolore mai violento e improvviso, ma continuo, un bruciore perenne che diviene fitta lancinante a ogni casuale urto. E ogni cosa diventa difficile. Guardo tutti loro, non li giudico: ho semplicemente il terrore di tornare come prima, adesso mi accorgo che qualcosa è cambiato in me, nonostante tutto. Continuo il mio cammino come una cieca. Proseguo alimentando la speranza di essere vicina. Non avevo mai pensato che la nebbia potesse tanto offuscare la vista. Non capisco dove sono. Tronchi e cespugli mi impediscono di vedere ad un passo da me."