Libri di Ariel Magnus
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L'esecutore Magnus Ariel - Guanda, 2020 - Narratori Della Fenice
Nella Buenos Aires del 1952 Ricardo Klement attende l'arrivo della moglie e dei figli dalla Germania. L'evento tanto sperato coincide con la morte di Evita Perón, e l'intera Argentina è in lutto... Ma Ricardo non è un marito e un padre qualunque: è Adolf Eichmann, ideatore e responsabile delle deportazioni di massa degli ebrei nei campi di sterminio. Sfuggito al tribunale di Norimberga, Eichmann è approdato in Sudamerica, dove conduce una vita semplice a contatto con la natura; una quotidianità anonima e defilata la sua, basata su quella strategia del secondo violino che lo ha sempre ripagato nella carriera. Ma su di lui incombe la minaccia del Mossad, che gli è ormai alle calcagna: l'architetto dell'olocausto ha le ore contate. Ariel Magnus ha messo al centro del suo romanzo gli anni dell'esilio argentino di Eichmann, restituendoci l'immagine di un uomo meschino e affetto da manie miserevoli, un nazista convinto e fedele che crede di essere perseguitato dalla sfortuna e rivendica di continuo di aver fatto la cosa giusta, di avere semplicemente eseguito gli ordini come ogni buon patriota. Magnus trova un equilibrio perfetto tra il bisogno di condannare il protagonista, di inchiodarlo alle sue responsabilità storiche, e la capacità di restituire l'artefice della soluzione finale a una verità narrativa.
Un cinese a Buenos Aires Magnus Ariel - Gran Via, 2009 - Be Alta. Narrativa Ispanoamer. In Bilico
Un giovane argentino viene sequestrato da un presunto piromane cinese contro cui ha appena testimoniato in un processo per undici incendi dolosi in altrettanti negozi della città. Cosa c'è sotto? La mafia cinese o un complotto ordito ai danni della comunità orientale? E qual è il ruolo dei programmi sensazionalistici delle tv locali e della comunità ebraica? Basato su un fatto reale e travestito da thriller, "Un cinese a Buenos Aires" è un viaggio comicissimo ma niente affatto superficiale nella Chinatown della capitale argentina, vista dapprima dal retro del ristorante Tutti Soddisfatti, poi per le strade, tra la gente, parlando di un'emigrazione fuori da tutti i cliché (i cinesi di Ariel Magnus non sanno andare in bicicletta e si pongono inquietanti domande sull'uso della forchetta), tra bordelli e karaoke, mercatini di cianfrusaglie orientali, sinagoghe e templi della setta Falun Gong, amicizie improbabili e amori travolgenti.