Libri di Iaria Marco
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Donne, vodka e gulag. La vita spezzata di Eduard Streltsov, il campione Iaria Marco - Ultra, 2018 - Ultra Sport
Era giovane, bello, forte, ma a soli ventun anni venne spedito nel gulag e la sua carriera venne spezzata. Eduard Streltsov, centravanti della Nazionale sovietica e della Torpedo Mosca, capocannoniere del campionato russo a soli diciotto anni e capace di segnare una tripletta al debutto nell'Urss, era un ragazzo adorato dalle folle, ma aveva un comportamento troppo "occidentale" per il regime comunista: sopra le righe, col vizio dell'alcol e delle donne, sfrontato a tal punto da ripudiare la figlia di un'importante dirigente del Partito. Nel 1958, alla vigilia dei Mondiali di calcio in Svezia, venne coinvolto in una controversa vicenda di stupro e condannato ai lavori forzati. Per cinque anni trasportò tronchi d'albero e trattò l'uranio, poi tornò a giocare e vinse il campionato con la sua Torpedo, ma la sua parabola era stata irrimediabilmente compromessa. A sessant'anni di distanza dal caso-Streltsov, torna in libreria la vera storia del Pelé bianco che l'Urss si negò.
Donne, vodka e gulag. Eduard Streltsov, il campione Iaria Marco - Limina, 2010 - Storie E Miti
Negli anni Cinquanta, Eduard Streltsov era una giovane stella della Torpedo Mosca e della Nazionale sovietica. Il ciuffo alla teddy boy, lo spirito ribelle, vodka a volontà, vita notturna e avventure amorose. Bello, dannatamente bello e pericolosamente "occidentale" per il regime comunista. Così, a soli 20 anni, alla vigilia della Coppa del Mondo, si trovò a dover affrontare la partita più difficile della sua vita. L'accusa di violenza sessuale, e una scelta: proclamarsi colpevole e volare in Svezia a sfidare Pelé, come gli fu promesso dalle autorità, oppure gridare la sua innocenza? E dietro tutto questo c'era forse la vendetta di una potente donna, membro del Politbjuro? Sullo sfondo del controverso rapporto fra sport e comunismo, questo libro racconta, la carriera spezzata del più grande talento del calcio russo, capace di segnare 25 gol in 38 partite con l'Urss. I precoci successi, le macchinazioni della propaganda, il giallo attorno al processo per stupro, i 5 anni trascorsi nel gulag, dove sopravvisse giocando a calcio e dilettando i funzionari del Partito, fino al clamoroso ritorno in campo guidando la Torpedo al titolo nazionale.