Libri di Marco Martini Alfredo Pastonesi
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La vita è una ruota. Storie resistenti di uomini, donne e biciclette Martini Alfredo Pastonesi Marco - Ediciclo, 2014 - Ossigeno
Alfredo Martini, una vita passata in bicicletta, per la bicicletta. Ma che alla bicicletta non si è mai fermata e che ha sempre guardato al mondo, ben aldilà del manubrio, con sensibilità e intelligenza. Se Martini ha la grazia del raccontare, Marco Pastonesi possiede l'arte del far raccontare. "La vita è una ruota" prende forma da questo fortunato incontro: il ciclismo come insegnamento alla fatica, al sacrificio che rifiuta le scorciatoie per arrivare ai risultati; gli affetti familiari; il ricordo della guerra e della Resistenza; la consuetudine alle buone letture, da Dante a Garcia Lorca, a Hemingway, e alle riflessioni filosofiche ("Il ciclismo è conoscere se stessi"). E poi ritratti di corridori, campioni e gregari, e soprattutto di amici, come Fiorenzo Magni, Franco Ballerini, Margherita Hack... Una lettura che, in anni di sconcerto e crisi di credibilità, ricorda come il ciclismo, lo sport delle biciclette che va incontro alla gente, debba essere prima di tutto lavoro, esercizio alla fatica e alla sofferenza, coraggio, e non scorciatoia verso facili ma disonesti successi.
L'ultimo giro Martini Alfredo Pastonesi Marco - Tunué, 2017 - Traguardi
Tre settimane in gruppo e in fuga, a cronometro e in volata, dal primo all'ultimo. Il Giro d'Italia è festa e circo, è vita e sfida, è avventura e scoperta. Alfredo Martini racconta e commenta l'edizione del 2014, quella partita da Belfast e arrivata a Trieste, quella che ha scalato lo Stelvio, che ha ritrovato il Monte Grappa e che si è arrampicata sullo Zoncolan, quella vinta da Nairo Quintana e illuminata da Fabio Aru. Giorno per giorno, tra emozioni e ricordi, tutta la ciclofilosofia del C.T. più amato. "Se il ciclismo è la mia vita, il Giro d'Italia ne è l'eterna primavera, ne è tutti i mesi di maggio, ne è il viaggio e la transumanza". "Ho fatto un sogno. Salivo in macchina e andavo a trovare i corridori feriti. In un ospedale. I corridori stavano bene, avevano chiesto il permesso di ripresentarsi alla partenza, e lo avevano ottenuto. Tutti pronti, al posto, via". "La cronometro è la solitudine del ciclismo, e per questo è detta anche la prova della verità". "La fuga è un'avventura: bisogna crederci e non solo sperarci, ci vuole complicità e non solo egoismo, ci vuole follia e non solo coraggio."